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Ognissanti a Roma si vive in due giorni attaccati: il 1° novembre, festa di Tutti i Santi e giorno festivo, e il 2 novembre, Commemorazione dei defunti, quando i romani vanno al Verano, al Flaminio, al Laurentino e nei cimiteri di quartiere con fiori e lumini. In mezzo ci sono i dolci, a cominciare dalle fave dei morti, e un patrimonio di cimiteri monumentali che si visitano tutto l’anno ma che fra fine ottobre e inizio novembre hanno un’altra luce.

In queste righe trovate la storia vera delle due ricorrenze, che è più romana di quanto si pensi, i luoghi dove andare con gli orari ufficiali, gli errori da evitare e, in fondo, qualche idea da comprare per tempo: lumini, fiori che durano, libri di ricette e di leggende, e qualcosa per chi la sera del 31 ottobre festeggia Halloween.

Dati riscontrati il 3 ottobre 2026 sul sito di Roma Capitale dedicato ai Cimiteri Capitolini, sul sito ufficiale del Cimitero acattolico, sul testo latino dei Fasti di Ovidio e sulle principali voci enciclopediche relative alle due feste. Gli orari possono cambiare per allerta meteo o per decisione del gestore: prima di uscire conviene sempre un controllo all’ultimo minuto.

Ognissanti a Roma: il Cimitero acattolico di Testaccio
Il Cimitero acattolico di Roma, nel quartiere Testaccio, uno dei luoghi più visitati nei giorni di Ognissanti.

Ognissanti a Roma in breve

Da dove nasce Ognissanti e perché a Roma si sente di più?

La storia di Ognissanti passa per Roma più di una volta. Nel 609 o 610 papa Bonifacio IV trasformò il Pantheon in chiesa, dedicandola a Santa Maria e a tutti i martiri: la «Dedicatio Sanctae Mariae ad Martyres» si celebrava il 13 maggio. Un secolo dopo papa Gregorio III (731-741) consacrò dentro la vecchia basilica di San Pietro un oratorio dedicato a tutti i santi, e scelse il 1° novembre. Nell’835 papa Gregorio IV ottenne dal re franco Ludovico il Pio che quella data diventasse festa di precetto in tutto il regno.

Il 2 novembre ha invece radici fuori Roma. Nel 998 Odilone, abate di Cluny, stabilì per tutti i monasteri cluniacensi che il giorno dopo Ognissanti si celebrasse la memoria di tutti i defunti, con messe, salmi ed elemosine. La rete di monasteri dipendenti da Cluny diffuse l’uso in mezza Europa, e da lì la Chiesa occidentale lo fece proprio. Le due feste, una per i santi e una per tutti gli altri, sono dunque nate a quasi due secoli di distanza e si sono saldate nel calendario solo dopo.

L’errore più comune sul Pantheon

Si legge spesso che Ognissanti cada il 1° novembre perché quel giorno il Pantheon fu dedicato ai martiri. Non è così, e a nostro giudizio è la leggenda più ripetuta su questa festa: la dedicazione del Pantheon cadeva il 13 maggio, e per oltre un secolo la memoria di tutti i martiri si celebrò in primavera. Il legame fra Pantheon e Ognissanti esiste, perché è la prima chiesa romana dedicata a una moltitudine di santi, ma la data di novembre arriva da San Pietro e dai Franchi.

Perché a Roma si mangiano le fave dei morti?

Le fave dei morti che trovate nei forni romani a fine ottobre sono piccoli biscotti di pasta di mandorle, zucchero e albume, a volte colorati di rosa o di marrone con il cacao, modellati a forma di fava. Fanno parte della grande famiglia dei dolci dei morti, diffusi in quasi tutta Italia con nomi diversi. La forma non è un caso: la fava, nel mondo antico, era un legume legato ai defunti, e la memoria di quel legame è sopravvissuta nei nomi molto più a lungo dei riti.

Il testo più chiaro è di Ovidio. Nei Fasti, libro V, il poeta racconta i Lemuria, i giorni di maggio in cui il capofamiglia scacciava gli spiriti dei morti dalla casa. A mezzanotte, dopo essersi lavato le mani con acqua di fonte, prende fave nere, le getta dietro di sé senza voltarsi e dice: «haec ego mitto, his redimo meque meosque fabis», cioè «queste getto, con queste fave riscatto me e i miei». Il rito si ripeteva nove volte. Dalle fave nere dei Lemuria alle fave di mandorla dei forni di Trastevere c’è una lunga strada, ma il simbolo è lo stesso.

Il consiglio è comprarle in un forno di quartiere e non in confezione: si conservano pochi giorni, e il bello è la crosticina sottile con l’interno morbido. Chi vuole provarle a casa trova la ricetta in molti ricettari di dolci regionali, che segnaliamo più in basso. Accanto alle fave, nei giorni di Ognissanti a Roma girano anche le castagne arrosto, i primi broccoli romani e, in molte famiglie, una cena più ricca del solito la sera del 1° novembre.

Dove andare per Ognissanti a Roma: il Verano e i cimiteri monumentali

Il luogo simbolo dei giorni di Ognissanti a Roma è il Cimitero monumentale del Verano, a San Lorenzo. Nacque dopo l’editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804, che imponeva le sepolture fuori dalle città: i lavori, su progetto di Giuseppe Valadier, cominciarono nel 1811 e si fermarono nel 1814 con il ritorno del governo pontificio. Ripresero negli anni Trenta dell’Ottocento con Gregorio XVI, sotto la spinta del colera del 1837, e sotto Pio IX Virginio Vespignani disegnò l’ingresso monumentale con il quadriportico.

Ognissanti a Roma: Cimitero del Verano
Cimitero del Verano.

All’ingresso principale, i tre fornici sono sormontati da quattro statue di marmo che rappresentano la Meditazione, la Speranza, la Carità e il Silenzio. Il 19 luglio 1943 il bombardamento alleato su San Lorenzo colpì anche il cimitero: il quadriportico fu ricostruito nel 1947. Oggi il Verano copre circa 83 ettari ed è uno dei cimiteri più grandi d’Italia, una città nella città con cappelle neogotiche, sculture liberty, campi militari e il Pincetto, l’altopiano dove riposano molti artisti.

Fra le tombe che i visitatori cercano più spesso ci sono quelle di Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Roberto Rossellini e del poeta Trilussa, che riposa lungo la rampa Caracciolo. All’ingresso trovate la mappa, e la stessa mappa in PDF è pubblicata sul sito dei Cimiteri Capitolini di Roma Capitale. Gli ingressi sono tre: piazzale del Verano, il più scenografico, via Tiburtina e via del Verano.

Il Cimitero acattolico di Testaccio

Il secondo indirizzo è il Cimitero acattolico di Roma, sotto le mura Aureliane e accanto alla Piramide Cestia. Le prime sepolture di non cattolici risalgono al 1716; oggi conta oltre seimila tombe di più di cinquanta confessioni e quasi sessanta Paesi. Qui riposano John Keats, con l’epitaffio «Here lies one whose name was writ in water», Percy Bysshe Shelley, Antonio Gramsci, Gregory Corso e Andrea Camilleri. L’Angelo del dolore scolpito da William Wetmore Story nel 1894 è forse la scultura funeraria più fotografata di Roma.

Ognissanti a Roma: Cimitero acattolico di Roma
Cimitero acattolico di Roma.

Il sito ufficiale del Cimitero acattolico indica l’apertura dal lunedì al sabato dalle 9 alle 17, con ultimo ingresso alle 16.30, e la domenica e i festivi dalle 9 alle 13, con ultimo ingresso alle 12.30. Il 1° novembre, quindi, vale l’orario festivo. Non c’è un biglietto: è suggerito un contributo volontario di cinque euro a persona, che serve alla manutenzione. Ricordate che è un cimitero privato e ancora attivo, e che le foto sono ammesse solo per uso personale.

Chiese e cripte per i giorni dei morti

Per chi cerca il lato più barocco del culto dei morti, la mappa di Roma offre due tappe celebri. La Cripta dei Cappuccini, sotto la chiesa di Santa Maria della Concezione in via Veneto, ha cappelle decorate con le ossa dei frati. La chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte, in via Giulia, apparteneva a una confraternita che raccoglieva i corpi degli sconosciuti per dar loro sepoltura. Orari e biglietti sono sul sito del gestore. Altre chiese e opere da vedere sono raccolte nella sezione arte sacra di Estate Romana.

Come si vive Ognissanti a Roma oggi?

Il 1° novembre è una giornata di festa vera: uffici chiusi, molti negozi aperti, messe solenni nelle basiliche e, in molte famiglie, il pranzo insieme. La sera prima, il 31 ottobre, le strade di San Lorenzo, del Pigneto e di Testaccio si riempiono di ragazzi in costume per Halloween, una festa arrivata dai Paesi anglosassoni e ormai entrata nelle abitudini romane, soprattutto fra i più giovani. Le due cose convivono senza grandi problemi.

Il 2 novembre il tono cambia. È un giorno lavorativo, ma i cimiteri si riempiono dal mattino: fioristi davanti agli ingressi, file di auto, famiglie che portano crisantemi e lumini. Nelle parrocchie e nei cimiteri si celebrano messe per i defunti, e il programma delle celebrazioni dell’anno viene pubblicato dalla Diocesi e dal gestore a ridosso della data: non conviene fidarsi di quello che si legge online per gli anni passati.

Quali sono gli errori da evitare nei giorni di Ognissanti a Roma?

Il primo errore è andare al Verano in auto il 2 novembre a metà mattina. L’accesso con veicolo privato ha orari limitati, dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00 nell’orario invernale, e nei giorni dei morti i parcheggi vicini sono saturi. Meglio i mezzi pubblici: il Verano è servito dai tram e dagli autobus che passano per piazzale del Verano e via Tiburtina, e la stazione Termini non è lontana. Linee e frequenze sul sito di Atac.

Il secondo è arrivare tardi. Da ottobre il Verano chiude alle 18.00 e l’ultimo ingresso è alle 17.00, mentre l’Acattolico la domenica e il 1° novembre chiude alle 13. Con il buio che arriva presto, il pomeriggio di Ognissanti a Roma è corto: se volete fare entrambi i cimiteri, cominciate da Testaccio la mattina e spostatevi a San Lorenzo dopo pranzo.

Il terzo riguarda i lumini. In molti cimiteri le candele a fiamma libera sono sconsigliate o vietate in alcune aree per ragioni di sicurezza, e il vento di novembre le spegne in pochi minuti. I lumini e le lanterne a LED, con batteria a lunga durata, sono la soluzione più pratica e la più usata. Lo stesso vale per i fiori: i crisantemi veri durano, ma chi non può tornare spesso sceglie composizioni artificiali di qualità.

L’ultimo errore, a nostro giudizio, è pensare che i giorni dei morti siano solo tristi. A Roma sono anche il momento in cui le famiglie si ritrovano, si raccontano storie di nonni e bisnonni e si mangia insieme. Visitare un cimitero monumentale vuol dire leggere la storia della città attraverso nomi, mestieri e date: dalle epidemie dell’Ottocento ai bombardamenti del 1943, tutto è scritto nella pietra.

Ognissanti a Roma con bambini, in coppia o con un gruppo di amici

Con i bambini, il Verano funziona meglio di quanto si creda: i viali sono ampi, le sculture di animali e angeli incuriosiscono, e la caccia alle tombe dei personaggi famosi può diventare un gioco. Conviene però evitare il 2 novembre, quando la folla e il clima di lutto rendono tutto più faticoso. La sera del 31 ottobre, invece, molti quartieri organizzano feste e laboratori per Halloween; il calendario degli eventi della città è nella pagina tutti gli eventi di Estate Romana.

In coppia, l’Acattolico al mattino e un pranzo a Testaccio sono la combinazione più riuscita. Il quartiere è pieno di trattorie storiche e del mercato coperto; per scegliere dove sedersi potete consultare la mappa dei ristoranti di Estate Romana e prenotare su TheFork, che per il 1° novembre conviene usare con qualche giorno di anticipo. Il pomeriggio si può chiudere al Pantheon, per tornare all’origine romana di Ognissanti.

Con un gruppo di amici, o con una famiglia allargata che arriva da fuori, la logistica cresce: orari diversi dei cimiteri, chiese con ingressi contingentati, pranzo festivo da prenotare, treni da coordinare. Chi arriva in treno da altre città può confrontare orari e tariffe su Trainline; il ponte di Ognissanti è uno dei periodi in cui i posti finiscono prima.

Come organizzarsi e quando ordinare per Ognissanti a Roma?

Se state leggendo a una settimana da Ognissanti, il tempo c’è ancora ma non avanza. Lumini a LED, fiori artificiali e libri si ordinano subito: fa fede la data di consegna stimata al momento dell’ordine, che Amazon mostra prima del pagamento. Se siete in viaggio, potete farvi spedire in albergo, ma chiedete prima alla reception se accetta pacchi per gli ospiti e scrivete nell’indirizzo il nome con cui avete prenotato. In alternativa, molti ordini si possono ritirare in un punto di ritiro vicino all’hotel.

Per le visite nei luoghi a numero chiuso, come la Cripta dei Cappuccini, il ponte del 1° novembre è un momento di grande richiesta: i biglietti si prenotano online su Tiqets o sulle piattaforme come GetYourGuide, dove si trovano anche percorsi a tema sulla Roma sotterranea. Il pranzo del 1° novembre va prenotato almeno qualche giorno prima, soprattutto in centro.

Chi viaggia in gruppo, che sia una comitiva di amici, una famiglia numerosa, un viaggio aziendale, un addio al celibato o gli ospiti di un matrimonio, può affidarsi a Tour Leader Pro, fra i migliori tour operator e boutique agencies di Roma. La struttura progetta tour su misura con accompagnatori turistici che seguono il gruppo nella logistica e, per le spiegazioni dentro i siti come il Verano, il Pantheon o le chiese barocche, si appoggia a guide turistiche abilitate, professionisti selezionati per ogni tema.

Quanto tempo serve? Per il Verano calcolate almeno due ore, che diventano mezza giornata se volete cercare le tombe famose del Pincetto. L’Acattolico richiede un’ora, un’ora e mezza. La Cripta dei Cappuccini si visita in meno di un’ora, ma con la coda può servire di più. Un itinerario completo di Ognissanti a Roma, con due cimiteri, una chiesa e un pranzo, occupa una giornata intera, senza fretta.

Se piove

Fra fine ottobre e inizio novembre a Roma la pioggia è frequente. Nei cimiteri l’acqua rende scivolosi i viali in pietra e le scalinate del Pincetto: servono scarpe con suola che tiene e un ombrello solido. Se il tempo è brutto, spostate la parte all’aperto e dedicate la mattina alle chiese, dal Pantheon a Santa Maria dell’Orazione e Morte, fino ai musei. Il Cimitero acattolico, inoltre, può chiudere con poco preavviso in caso di allerta meteo.

Che cosa comprare per Ognissanti a Roma: le nostre idee

Qui sotto trovate idee divise per uso. Per ogni categoria ci sono più alternative, perché nei giorni prima di Ognissanti molti articoli vanno esauriti: se il primo non c’è, passate al successivo. Non indichiamo prezzi, che cambiano spesso.

Per la tomba: lumini, lanterne e fiori

Da leggere e da cucinare

Per la notte di Halloween

Per uscire e muoversi

Domande frequenti

Il 1° novembre i cimiteri di Roma sono aperti?

Sì, il 1° novembre i cimiteri capitolini sono aperti. Il Verano, da ottobre a marzo, apre dalle 7.30 alle 18.00 con ultimo ingresso alle 17.00. Il Cimitero acattolico, essendo giorno festivo, segue l’orario della domenica, dalle 9 alle 13. Per eventuali variazioni legate a cerimonie o allerte meteo, fanno fede i siti ufficiali dei due gestori.

Si paga per entrare al Verano?

No, l’ingresso al Cimitero monumentale del Verano è gratuito. Si entra da piazzale del Verano, da via Tiburtina o da via del Verano. All’interno è disponibile una mappa con i riquadri e i nomi delle tombe illustri, pubblicata anche online sul sito dei Cimiteri Capitolini. L’accesso in auto è possibile solo in alcune fasce orarie e nei giorni dei morti è sconsigliato.

Che differenza c’è fra Ognissanti e il giorno dei morti?

Ognissanti, il 1° novembre, celebra tutti i santi, anche quelli senza un giorno proprio nel calendario. Il 2 novembre è la Commemorazione dei fedeli defunti, introdotta nel 998 dall’abate Odilone di Cluny per i suoi monasteri e poi estesa a tutta la Chiesa occidentale. Solo il 1° novembre è festa nazionale in Italia; il 2 novembre si lavora.

Che cosa sono le fave dei morti?

Le fave dei morti sono biscotti di pasta di mandorle a forma di fava, tipici di Roma e di altre regioni nei giorni di Ognissanti. Il nome richiama il legame antico fra la fava e i defunti: nei Fasti, Ovidio racconta che durante i Lemuria il capofamiglia gettava fave nere per allontanare gli spiriti dalla casa.

Chi è sepolto al Cimitero acattolico di Roma?

Al Cimitero acattolico di Testaccio riposano fra gli altri John Keats, Percy Bysshe Shelley, Antonio Gramsci, il poeta beat Gregory Corso e lo scrittore Andrea Camilleri. In tutto le sepolture sono oltre seimila, di più di cinquanta confessioni religiose. La tomba più fotografata è quella della famiglia Story, con l’Angelo del dolore scolpito nel 1894.

È rispettoso visitare un cimitero da turisti nei giorni dei morti?

Sì, purché lo si faccia con discrezione. Nei giorni di Ognissanti a Roma i cimiteri sono pieni di famiglie in lutto: parlate a bassa voce, non fotografate le persone e non sedetevi sulle tombe. Se il vostro interesse è soprattutto artistico, il consiglio è scegliere un giorno della settimana precedente o successiva, quando i viali sono tranquilli.

Halloween si festeggia a Roma?

Sì, soprattutto fra i giovani e le famiglie con bambini. La sera del 31 ottobre locali e circoli di quartieri come San Lorenzo, il Pigneto e Testaccio organizzano feste in costume, e nei condomini i bambini fanno il giro di «dolcetto o scherzetto». Halloween non sostituisce le tradizioni romane: il giorno dopo si torna a Ognissanti e alle visite ai cimiteri.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Orari, storia e sepolture vengono dai siti ufficiali dei Cimiteri Capitolini e del Cimitero acattolico, dal testo latino dei Fasti di Ovidio e dalle voci enciclopediche su Ognissanti e sulla Commemorazione dei defunti, consultati alla data indicata in apertura. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare i giorni di Ognissanti a Roma per un gruppo di amici o per una famiglia allargata vuol dire incastrare orari festivi, chiusure anticipate, pranzi da prenotare e spostamenti fra quartieri lontani; una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro. Se il ponte diventa l’occasione per vedere anche il Lazio, dai borghi dei Castelli Romani alla Tuscia, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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