Cappella Contarelli

Cappella Contarelli, dentro la chiesa di San Luigi dei Francesi, Piazza di San Luigi de' Francesi, rione Sant'Eustachio, 00186 Roma. Ingresso libero: la Cappella Contarelli sta dentro una chiesa aperta al culto e non si paga niente, non c'è biglietteria, non serve prenotare. Il sito ufficiale della chiesa, consultato oggi, lo scrive in inglese senza giri di parole: "It's a church, so it's FREE. No ticket required". Orari di visita letti oggi sulla pagina ufficiale: dal lunedi al venerdi dalle 9.30 alle 12.45 e dalle 14.30 alle 18.15; il sabato dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30; la domenica dalle 12.00 alle 12.45 e dalle 14.30 alle 18.30. Attenzione a una chiusura che frega parecchia gente: il primo mercoledi di ogni mese la chiesa resta chiusa la mattina. Telefono (+39) 06 688271, email saintlouis.rome@gmail.com, sito ufficiale saintlouis-rome.net. Sulla stessa pagina ufficiale ho letto che si possono chiedere visite guidate con i sacerdoti negli orari di apertura, che si possono chiedere visite private fuori orario e che esiste un'audioguida in francese, inglese e italiano attivabile con un QR code. Il numero civico della piazza non ve lo scrivo: il sito ufficiale indica solo "Piazza di S. Luigi dei Francesi 00186 Rome" senza civico e oggi non ho trovato una fonte ufficiale che lo confermi. Dentro la Cappella Contarelli ci sono tre tele di Caravaggio: la Vocazione di San Matteo sulla parete di sinistra, il Martirio di San Matteo su quella di destra, San Matteo e l'angelo sopra l'altare.

Confronta le esperienze a Roma

Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

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Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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La Cappella Contarelli è l'ultima cappella della navata sinistra, quella che trovate in fondo camminando verso l'altare maggiore. Tutto il resto della chiesa, che è la chiesa nazionale dei francesi di Roma e ha una storia sua lunga e piena di roba, lo trovate raccontato nella scheda della chiesa di San Luigi dei Francesi: qui dentro parlo della cappella e dei tre Caravaggio, che sono il motivo per cui il novantacinque per cento delle persone entra in questa chiesa.

Questa pagina l'avevo scritta anni fa e la riscrivo da capo oggi, primo agosto 2026, ricontrollando quello che c'era scritto prima. Ho trovato errori seri, alcuni proprio grossi, e ve li dichiaro tutti dentro la pagina, uno per uno, con il capitolo dedicato in fondo. Non li nascondo e non li tolgo in silenzio.

Cappella Contarelli
Cappella Contarelli | Chiesa di San Luigi dei Francesi

Dove sta esattamente la Cappella Contarelli e come ci si arriva

La Cappella Contarelli non ha un indirizzo suo. Sta dentro San Luigi dei Francesi, che affaccia sulla piazza omonima, un rettangolo stretto incastrato fra piazza Navona e il Pantheon, a un passo da Palazzo Madama, cioè dal Senato. Se venite da piazza Navona uscite dal lato est, quello dove sta la fontana del Moro alle spalle, prendete il vicolo che porta verso Corso del Rinascimento, attraversate e siete arrivati: sono meno di tre minuti a piedi. Se venite dal Pantheon è anche più corto, quattro minuti scarsi passando davanti a Sant'Ivo alla Sapienza.

Sui mezzi pubblici devo essere onesto, perché preferisco dirvi che non lo so piuttosto che inventarvi una lista di autobus. La metropolitana qui non arriva: non c'è nessuna stazione della linea A o della linea B a distanza ragionevole, e questa è la ragione per cui tutto il quadrante fra Corso del Rinascimento, il Pantheon e largo Argentina si gira a piedi. Le linee di superficie su Corso del Rinascimento e su corso Vittorio Emanuele II esistono e passano, questo lo vede chiunque ci abiti, ma oggi non ho potuto leggere i percorsi aggiornati sulle pagine dell'azienda dei trasporti e quindi non vi scrivo numeri a memoria. Controllate sull'app o su atac.roma.it il giorno stesso: nel centro storico i percorsi vengono deviati in continuazione per cortei, cantieri e chiusure, e il tratto davanti al Senato è uno dei più ballerini di Roma.

Il consiglio pratico è semplice: arrivate a piedi e arrivateci da piazza Navona. Non tanto perché è bello, ma perché se scendete da un autobus su corso Vittorio poi dovete comunque camminare, e almeno così vi entra in testa la geografia del pezzo di città dove sta la Cappella Contarelli. La chiesa non ha una facciata che urla: è alta, di travertino, con le statue in nicchia, e sta su una piazza che la gente attraversa senza guardarla. Il cartello che vi orienta davvero è la fila di gente all'ingresso.

Orari, ingresso e chiusure: cosa ho verificato oggi sulla Cappella Contarelli

Ingresso alla Cappella Contarelli: gratuito. Punto. Non c'è biglietto, non c'è un ridotto, non c'è una prevendita online, non c'è una fila prioritaria che si compra. Chiunque vi venda un "biglietto per i Caravaggio di San Luigi dei Francesi" vi sta vendendo una guida o un tour, non l'ingresso, perché l'ingresso non si vende. Questa è una cosa che a Roma va detta chiara ogni volta.

Gli orari letti oggi sulla pagina ufficiale delle visite del sito saintlouis-rome.net sono questi: lunedi-venerdi 9.30-12.45 e 14.30-18.15, sabato 9.30-12.00 e 14.30-18.30, domenica 12.00-12.45 e 14.30-18.30. La stessa pagina avverte che gli orari possono cambiare in caso di eventi particolari, e aggiunge la riga che vi consiglio di segnarvi: la mattina del primo mercoledi di ogni mese la chiesa è chiusa. Se il vostro unico giorno a Roma cade sul primo mercoledi del mese, la Cappella Contarelli la vedete solo dal pomeriggio.

Notate la pausa. Dal lunedi al venerdi c'è un buco fra le 12.45 e le 14.30, il sabato addirittura fra mezzogiorno e le 14.30, e la domenica mattina la chiesa apre al pubblico turistico solo alle 12.00. Quel buco è il motivo numero uno per cui la gente arriva davanti al portone e trova chiuso: si arriva all'una, con l'idea che una chiesa sia sempre aperta, e invece no. La Cappella Contarelli non è un museo, è una cappella dentro una parrocchia che ha i suoi orari liturgici.

Un'altra cosa da sapere: durante le celebrazioni il giro turistico si ferma o si riduce, e questo vale per tutte le chiese di Roma. Se entrate mentre c'è messa, potete restare, ma state in silenzio e non andate a piazzarvi davanti alla Cappella Contarelli con il telefono alzato. Aspettate la fine. In una chiesa nazionale francese, dove le funzioni si fanno spesso in francese, capita che la gente non capisca che sta cominciando una messa: guardate se qualcuno accende le luci del presbiterio e vi risparmiate la figuraccia.

La luce naturale nella Cappella Contarelli: a che ora conviene andarci davvero

Questa è la parte più pratica di tutta la pagina, e vi dico subito in che modo ve la sto dando. La Cappella Contarelli è una cappella laterale, piccola, senza illuminazione da museo, e le tre tele di Caravaggio sono scure. Molto scure. La quantità di luce che entra cambia con l'ora, con la stagione e con il tempo che fa, e non esiste una fonte ufficiale che pubblichi un orario ottimale: quello che vi scrivo qui è esperienza mia di persona che ci è entrata decine di volte, non un dato certificato. Ve lo dichiaro perché è giusto che sappiate cosa è verificato e cosa è opinione.

La mia opinione netta: la fascia migliore per la Cappella Contarelli è la tarda mattinata dei giorni feriali, diciamo fra le 10.30 e le 12.30, e la prima parte del pomeriggio, dalle 14.30 alle 16 circa. In quelle ore la chiesa ha ancora luce vera che entra dall'alto e le tele si leggono senza sforzo. Nelle ultime due ore prima della chiusura, soprattutto da novembre a febbraio, dentro San Luigi dei Francesi è quasi buio e la Cappella Contarelli diventa una macchia nera con tre rettangoli appena più chiari. Molta gente esce delusa e pensa che i Caravaggio siano sopravvalutati: non sono sopravvalutati, ci siete andati alle cinque di un pomeriggio di dicembre.

Se dovete scegliere un solo momento della settimana per la Cappella Contarelli, io scelgo un martedi o un giovedi mattina verso le 11. È l'ora in cui la luce naturale rende meglio e in cui i gruppi organizzati sono ancora in giro fra Palazzo Altemps e piazza Navona. Evitate la domenica: apre alle 12, chiude la pausa quaranta minuti dopo, e in quei quaranta minuti dentro c'è il finimondo.

L'illuminazione a gettone della Cappella Contarelli: quello che vi posso dire e quello che non vi posso dire

Chiunque abbia visitato una chiesa romana con dentro un quadro importante conosce la scatoletta metallica con la fessura per le monete: si infila un euro, si accende un faretto per un paio di minuti, si guarda il quadro illuminato, poi la luce si spegne con un clic. È un sistema vecchio, è rumoroso, e in molte chiese di Roma esiste ancora. La domanda che ricevo più spesso su questa pagina è proprio questa: alla Cappella Contarelli serve la moneta?

La risposta onesta è: oggi non ve lo posso confermare. Ho letto la home del sito ufficiale, la pagina degli orari di visita e la pagina dedicata al Caravaggio del sito della chiesa, e in nessuna delle tre si parla di illuminazione a pagamento, né della presenza di un apparecchio a gettone, né di quanto costerebbe. La pagina ufficiale sul Caravaggio parla dei tre dipinti e rimanda alle Opere Pie francesi per le richieste di riproduzione, ma non dice una parola sull'illuminazione. Quindi non vi scrivo una cifra: se vi scrivessi "un euro per due minuti" starei ripetendo un ricordo, non un dato letto oggi, e su questo sito i dati inventati non ci vanno.

Cosa fate in pratica, allora. Portatevi qualche moneta da un euro e da cinquanta centesimi in tasca prima di entrare nella Cappella Contarelli. Se l'apparecchio c'è, lo usate. Se non c'è, avete due monete in tasca e nessun danno. Quello che non dovete fare è contare sul telefono per pagare: questi meccanismi, dove esistono, sono a moneta e basta, e in una chiesa non trovate un bancomat. E non usate la torcia del telefono per illuminare le tele: è vietato in tutte le chiese che conservano dipinti antichi e vi fa cacciare dal custode nel giro di dieci secondi.

Ultima nota pratica: se vedete un gruppo davanti alla Cappella Contarelli, aspettate. Le guide accendono la luce e lasciano che tutti guardino, e voi vi mettete un passo indietro e vedete gratis quello che ha pagato qualcun altro. Non è furbizia, è buonsenso. Poi quando la luce si spegne e il gruppo se ne va, restate soli davanti a tre Caravaggio: quello è il momento buono.

Cappella Contarelli
Cappella Contarelli | Chiesa di San Luigi dei Francesi

Chi era Matteo Contarelli e perché la cappella porta il suo nome

Il nome Cappella Contarelli viene da un francese. Mathieu Cointerel, italianizzato in Matteo Contarelli, comprò la cappella nel 1565 e morì nel 1585: le due date le ho lette oggi sulla voce enciclopedica dedicata alla Contarelli Chapel, e sono le due date su cui tutta la vicenda si regge. Vent'anni fra l'acquisto e la morte, e in quei vent'anni la cappella resta sostanzialmente indecorata.

Contarelli lascia un lascito, cioè dei soldi vincolati, con istruzioni precise su come decorare la sua cappella: scene della vita di san Matteo, il suo santo omonimo. È il classico meccanismo della committenza romana di fine Cinquecento. Il prelato mette da parte il denaro, indica il soggetto, e delega a un esecutore testamentario il compito di far eseguire i lavori dopo la sua morte. L'esecutore, in questo caso, è Virgilio Crescenzi. Nel 1597 l'amministrazione dell'operazione risulta in capo alla Fabbrica di San Pietro: anche questo dato l'ho letto oggi sulla stessa fonte.

Tenete a mente questa sequenza, perché è la chiave per capire perché la Cappella Contarelli ha l'aria che ha. Un uomo morto nel 1585 ordina delle immagini. Un esecutore ci mette anni a decidere a chi affidarle. Nel frattempo cambia il gusto, cambia la generazione dei pittori, e quando finalmente arriva l'artista giusto siamo alla fine del secolo e l'Anno Santo del 1600 sta per arrivare con la scadenza incollata addosso. La Cappella Contarelli è il risultato di un ritardo.

Un chiarimento sulla vecchia versione di questa pagina, e ve lo devo perché era scritta male. Quella vecchia versione diceva che la cappella fu acquistata dal cardinale nel 1565 "il quale nel frattempo era morto": messa così non si capisce niente, sembra che il compratore fosse già morto al momento dell'acquisto. Il dato corretto, ve lo chiarisco, è che Contarelli comprò la cappella nel 1565 ed è morto vent'anni dopo, nel 1585, lasciando i soldi e le istruzioni per decorarla. La cappella passa in gestione all'esecutore testamentario proprio perché lui non c'è più.

Prima di Caravaggio: la statua rifiutata e gli affreschi del Cavalier d'Arpino

Questa è la parte che quasi nessuno racconta, e senza questa parte la Cappella Contarelli sembra semplicemente la stanza dove Caravaggio ha appeso tre quadri. Non è andata così.

Primo tentativo: la scultura. Allo scultore fiammingo Jacques Cobaert viene commissionata una statua di marmo con Matteo e l'angelo, destinata all'altare. Cobaert ci lavora per anni. Quando finalmente la consegna, gli uomini di chiesa la rifiutano perché rappresentava Matteo senza il tradizionale angelo accanto. La statua non resta nella Cappella Contarelli: viene poi acquistata dall'Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini. Tutti questi passaggi li ho letti oggi sulla voce enciclopedica dedicata alla cappella.

Secondo tentativo: gli affreschi. Giuseppe Cesari, che tutti a Roma chiamano il Cavalier d'Arpino, riceve il contratto per affrescare le pareti laterali e la volta. La volta la finisce entro il 1593. Le pareti no. Il contratto prevedeva un Matteo al banco delle imposte sulla parete destra e il martirio con la messa sulla parete sinistra, ma quelle pareti restano vuote. Il Cavalier d'Arpino era il pittore più richiesto di Roma in quegli anni e aveva troppe commesse: la Cappella Contarelli finisce in fondo alla lista.

Quindi, quando entrate nella Cappella Contarelli e alzate gli occhi alla volta, quello che vedete sopra la testa non è Caravaggio: è Giuseppe Cesari, finito entro il 1593. Le pareti sono di Caravaggio. La volta no. È una distinzione che le guide dicono di corsa e che metà dei visitatori si perde, e invece cambia tutto il senso della cappella, perché vi mette davanti agli occhi il confronto diretto fra due modi opposti di dipingere nella stessa stanza.

Qui devo dichiarare la correzione più grave della vecchia versione di questa pagina. La vecchia versione apriva dicendo che la Cappella Contarelli è stata "affrescata da Caravaggio". È falso, ve lo chiarisco: le tre opere di Caravaggio nella Cappella Contarelli sono dipinti a olio su tela, non affreschi. Caravaggio non ha mai lavorato ad affresco nella Cappella Contarelli, e la fonte che ho letto oggi indica esplicitamente la tecnica come olio su tela per tutte e tre. Gli affreschi della cappella, quelli veri, sono della volta e sono del Cavalier d'Arpino. Chiamare "affreschi" i Caravaggio della Cappella Contarelli è l'errore che gira di più su internet e mi dispiace che per anni sia girato anche qui.

Il contratto del 23 luglio 1599: come Caravaggio entra nella Cappella Contarelli

Il cardinale Francesco Maria Del Monte suggerisce il nome di Caravaggio per il lavoro. Il contratto viene firmato il 23 luglio 1599. Queste due informazioni le ho lette oggi sulla voce dedicata alla Contarelli Chapel, e la data del contratto è uno dei pochi appigli documentari solidi di tutta la vicenda.

Fermatevi un attimo a pensare a cosa significa. Michelangelo Merisi ha ventotto anni, non ha mai avuto una commissione pubblica in vita sua, ha dipinto fino a quel momento quadri da stanza per collezionisti privati, e gli mettono in mano la cappella che aspetta una decorazione da quattordici anni, in una delle chiese più frequentate di Roma, con l'Anno Santo alle porte. Non è un debutto morbido. È un salto nel vuoto pagato profumatamente.

Le due tele laterali della Cappella Contarelli, la Vocazione di San Matteo e il Martirio di San Matteo, risultano installate entro il luglio 1600, e il pagamento finale della commissione è del luglio 1600. Dodici mesi dal contratto alla consegna, per due tele di quelle dimensioni, con dentro quindici o sedici figure a grandezza naturale. Chi vi racconta che Caravaggio fosse un genio lento e tormentato dovrebbe guardare questo calendario.

Una precisazione doverosa sulla vecchia versione di questa pagina, perché qui c'era un errore di attribuzione dei ruoli. La vecchia versione scriveva che "la commissione del ciclo pittorico giunse a Giuseppe Cesari attraverso l'interessamento del Cardinal Del Monte". Il dato corretto, ve lo chiarisco, è l'opposto: la fonte letta oggi dice che fu il cardinale Del Monte a suggerire Caravaggio per il progetto. Del Monte è l'uomo di Caravaggio, non l'uomo del Cavalier d'Arpino. È un dettaglio che sembra da specialisti e invece ribalta il senso della storia: senza Del Monte, oggi nella Cappella Contarelli ci sarebbero tre affreschi diligenti del pittore più quotato dell'epoca e nessuno di noi verrebbe qui a fare la fila.

Cappella Contarelli
Cappella Contarelli | Chiesa di San Luigi dei Francesi

La Vocazione di San Matteo, parete sinistra della Cappella Contarelli

È il quadro per cui la gente viene alla Cappella Contarelli, ed è quello sulla vostra sinistra quando siete davanti alla cappella. Una stanza spoglia, un tavolo, cinque uomini seduti a contare monete, e sulla destra due figure in piedi che entrano. Un fascio di luce attraversa la scena e illumina i volti degli uomini al tavolo: questo la fonte che ho letto oggi lo descrive esattamente così.

Il punto che rende la Vocazione di San Matteo diversa da qualunque altra pala del Cinquecento è che non sembra una scena sacra. Sembra una bisca. I personaggi sono vestiti come gente del 1600, con i cappelli piumati, le spade, i giubbetti a righe: Caravaggio non li ha messi in toga romana, li ha messi con i vestiti che avevano addosso i romani che entravano in chiesa quel giorno. Chi entrava nella Cappella Contarelli nel 1600 si vedeva dipinto sulla parete. Era uno schiaffo, e fu percepito come tale.

C'è poi la questione su cui gli studiosi litigano da decenni, e ve la riporto come l'ho letta oggi perché è onesto farlo. La maggior parte degli studiosi identifica in Matteo l'uomo con la barba che si indica il petto, come a dire "Io?" in risposta alla chiamata di Cristo. Una lettura più recente sostiene invece che l'uomo con la barba stia indicando il giovane in fondo al tavolo, quello con la testa china sulle monete, e che il vero Matteo sia quel ragazzo, sul punto di alzare la testa verso Cristo. Alcuni studiosi descrivono il dipinto come deliberatamente ambiguo. Non ho nessuna intenzione di dirvi chi ha ragione: andate nella Cappella Contarelli, guardate quella mano, e decidete voi. È la cosa più divertente che potete fare in questa chiesa.

Sulla luce dipinta girano molte affermazioni. Si dice spesso che il fascio di luce della Vocazione arrivi dalla stessa direzione della finestra reale della cappella, e che Caravaggio abbia calcolato la posizione della luce vera per farla continuare dentro il quadro. Ve lo riporto per quello che è: una osservazione molto ripetuta che oggi non ho potuto verificare su una fonte ufficiale. La fonte che ho letto descrive il fascio di luce sui volti ma non certifica la corrispondenza con la finestra vera della Cappella Contarelli. Quando siete lì dentro, comunque, guardate da dove entra la luce e fatevi un'idea vostra: è un esercizio che vale la visita.

Il Martirio di San Matteo, parete destra della Cappella Contarelli

Sulla parete opposta c'è il quadro che la gente guarda per ultimo e che invece è quello che racconta di più sulla fatica di Caravaggio. Il Martirio di San Matteo mostra l'assassinio del santo davanti all'altare: il carnefice al centro, seminudo, che ha appena buttato a terra Matteo e alza la spada; intorno, figure che scappano in tutte le direzioni; in alto un angelo che scende con la palma del martirio.

La composizione è confusa apposta, ed è anche confusa suo malgrado. Il Martirio è la tela su cui Caravaggio ha cambiato idea più volte, e chi ha studiato la superficie ha trovato tracce di stesure precedenti sotto quella finale. Su questo punto vi devo una precisazione onesta: la ricostruzione dettagliata delle versioni sottostanti non l'ho potuta verificare oggi su una fonte che ho letto direttamente, quindi non vi do numeri di versioni né descrizioni delle stesure precedenti. Vi dico solo quello che si vede a occhio, cioè che questa è una composizione che fatica, con figure che si accavallano e uno spazio che non torna, e che dopo la Vocazione, che invece è limpida come un teorema, l'effetto è strano.

C'è poi la faccia in fondo a sinistra, dietro il gruppo, un uomo con la barba che si volta a guardare la scena mentre si allontana. La tradizione critica ci vede da secoli l'autoritratto di Caravaggio. Ve lo consegno per quello che è, una tradizione molto ripetuta, e non come un fatto certificato: oggi non ho trovato una fonte ufficiale che la confermi. Detto questo, quando siete nella Cappella Contarelli quella faccia guardatela, perché è l'unica in tutto il quadro che sembra sapere quello che sta succedendo.

Il Martirio di San Matteo, insieme alla Vocazione, risulta installato nella Cappella Contarelli entro il luglio 1600. Le due tele laterali sono quindi contemporanee, dipinte nello stesso anno, dallo stesso uomo, per la stessa parete di fronte. Guardarle una dopo l'altra e capire quanto sono diverse è l'esercizio più istruttivo che ci sia sulla pittura di Caravaggio.

San Matteo e l'angelo, la pala d'altare, e la prima versione andata perduta

Sopra l'altare della Cappella Contarelli c'è San Matteo e l'angelo, in inglese e in gran parte della bibliografia internazionale chiamato Inspiration of Saint Matthew: un vecchio con la barba, il ginocchio piegato su uno sgabello, un libro appoggiato, e un angelo che scende dall'alto e gli detta o gli conta sulle dita quello che deve scrivere. È l'ultimo dei tre a essere dipinto, e ha una storia che merita di essere raccontata bene.

I dati che ho letto oggi sono questi: l'opera è del 1602, è olio su tela, sta sull'altare della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, la commissione risale al lascito del cardinale Cointerel, la scadenza fissata era la Pentecoste del 1602 e il pagamento risulta ricevuto nel settembre del 1602. Quindi Caravaggio consegna in ritardo rispetto alla Pentecoste e viene pagato a settembre.

La cosa importante è che quella sopra l'altare della Cappella Contarelli non è la prima versione. Ce n'era un'altra, intitolata San Matteo e l'angelo, che fu rifiutata. La fonte che ho letto oggi dice che il dipinto iniziale fu rifiutato e che sarebbe stato poi accidentalmente distrutto durante la seconda guerra mondiale. Su chi lo comprò dopo il rifiuto, in quale museo finì e in che data esatta fu distrutto, oggi non ho trovato conferma diretta: quindi quei tre dettagli non ve li scrivo. Sono nomi e date che circolano ovunque, ma io metto solo quello che ho letto.

Perché quella prima versione fu rifiutata, poi, è il pettegolezzo più longevo della storia dell'arte romana. Si racconta che il Matteo della prima versione fosse troppo rozzo, con i piedi sporchi in primo piano e l'angelo troppo vicino, quasi appoggiato addosso al santo mentre gli guidava la mano sul foglio, e che a chi doveva approvare l'opera per la Cappella Contarelli sembrasse indecoroso per una pala d'altare. Ve lo riporto come racconto tradizionale, non come fatto documentato che ho verificato oggi, perché la fonte che ho consultato registra il rifiuto ma non le motivazioni.

La seconda versione, quella che vedete adesso nella Cappella Contarelli, è più composta. Il santo è in equilibrio precario sullo sgabello, che è un dettaglio geniale e per niente decoroso, ma l'angelo sta in aria, separato, e non tocca la mano. Caravaggio ha ceduto su tutto tranne che sullo sgabello. Se guardate bene, quello sgabello sta uscendo dal quadro verso di voi: sporge oltre il bordo dipinto, come se stesse per cadere nella cappella. È il modo di Caravaggio di dire che aveva capito la richiesta e che comunque faceva di testa sua.

Come si guardano i tre Caravaggio della Cappella Contarelli in venti minuti

Vi do un metodo, perché la maggior parte della gente entra nella Cappella Contarelli, scatta tre foto storte, resta quattro minuti e se ne va. Venti minuti fatti bene valgono dieci visite fatte male.

Primo: non guardate subito. Arrivate davanti alla Cappella Contarelli e state fermi trenta secondi con gli occhi che si abituano al buio. Le tele sono scure e la vostra pupilla arriva dalla luce di Roma. Se guardate subito non vedete niente e vi convincete che sono nere.

Secondo: cominciate dalla Vocazione, a sinistra. È la più leggibile e vi tara l'occhio. Cercate la mano di Cristo, poi cercate le mani degli uomini al tavolo, poi decidete voi chi è Matteo.

Terzo: passate al Martirio, a destra. Cercate il carnefice al centro, poi seguite le figure che scappano, poi cercate la faccia con la barba sul fondo.

Quarto: mettetevi frontale all'altare e guardate San Matteo e l'angelo. Guardate lo sgabello. Guardate quanto sporge.

Quinto, e questo lo fa quasi nessuno: alzate gli occhi alla volta della Cappella Contarelli e guardate gli affreschi del Cavalier d'Arpino, finiti entro il 1593. Sono di sei o sette anni prima delle tele. Sono nella stessa stanza. Sembrano di un altro secolo. Quel confronto è il vero contenuto della Cappella Contarelli e non ve lo racconta nessuna audioguida.

Sesto: uscite dalla cappella, fate dieci passi indietro nella navata e guardatela da lontano, tutta insieme. Da lì capite che le tre tele funzionano come una scena unica: chiamata, morte, ispirazione. Contarelli aveva chiesto storie di san Matteo e le ha ottenute, con centosessant'anni di ritardo sul gusto della sua epoca e trecento di anticipo su tutto il resto.

La chiesa intorno alla Cappella Contarelli, in breve

La Cappella Contarelli non è l'unica cosa dentro San Luigi dei Francesi, e mi tocca dirlo perché un sacco di gente entra, guarda i Caravaggio e riesce senza accorgersi del resto. La chiesa è la chiesa nazionale dei francesi di Roma, è un'esaltazione della Francia attraverso i suoi santi e i suoi personaggi storici, sulla facciata ci sono le statue di Carlo Magno, san Luigi, santa Clotilde e santa Giovanna di Valois, e dentro ci sono affreschi con le apoteosi di san Luigi e di san Dionigi e il racconto della vita di Clodoveo. Nella seconda cappella della navata destra ci sono gli affreschi con storie di santa Cecilia del Domenichino e, sull'altare, una copia di Guido Reni della Santa Cecilia di Raffaello. Ci sono le tombe, fra cui quella di Pauline de Beaumont fatta costruire da Chateaubriand, quella del cardinale de Bernis, quella di Frederic Bastiat, la sepoltura di Giuseppe Sisco e quella di Marin Tourlonias, capostipite dei Torlonia. C'è un organo a canne dell'organaro francese Joseph Merklin.

Tutto questo elenco stava nella vecchia versione di questa pagina, che era in realtà una scheda sulla chiesa travestita da scheda sulla Cappella Contarelli. Ve lo lascio in sintesi perché la regola qui è che non si butta via niente di quello che c'era, ma vi dico due cose oneste. Primo: questi dati sulla chiesa oggi non li ho riverificati uno per uno su fonte ufficiale, perché il mio lavoro di oggi era la Cappella Contarelli, quindi trattateli come informazioni ereditate e non come dati controllati stamattina. Secondo: la scheda giusta dove leggerli è quella della chiesa di San Luigi dei Francesi, che si occupa dell'edificio nel suo insieme e che è il posto dove quelle notizie vanno aggiornate.

Sulle date di costruzione della chiesa devo dichiarare una contraddizione, perché la vecchia versione di questa pagina conteneva una frase impossibile. Diceva che i lavori furono eseguiti da Domenico Fontana su progetti di Giacomo Della Porta, grazie alla munificenza di Caterina de' Medici, "dal 1518 al 1589". Quell'arco di date non regge: nel 1518 né Della Porta né Fontana erano nati o in attività, quindi o le date si riferiscono all'intera vicenda del cantiere con architetti diversi che si sono succeduti, oppure sono sbagliate. Oggi non ho trovato una fonte ufficiale che mi permettesse di correggerle con numeri certi, e quindi non ve li invento: vi dichiaro che il dato è incoerente e vi mando alla scheda della chiesa e al sito ufficiale saintlouis-rome.net per la ricostruzione del cantiere.

Una frase l'ho tolta del tutto e ve lo dico, perché togliere in silenzio non si fa. La vecchia versione conteneva la riga "Di conseguenza ristrutturata da Carlitos Tetaz l'anno dopo". Non ho trovato nessuna fonte, nessuna, che colleghi questo nome alla chiesa di San Luigi dei Francesi o alla Cappella Contarelli. È con ogni probabilità un residuo di un testo manomesso finito dentro l'articolo anni fa. L'ho eliminata e non l'ho sostituita con nulla.

Cappella Contarelli
Cappella Contarelli | Chiesa di San Luigi dei Francesi

Una curiosità su Cappella Contarelli

La curiosità vera della Cappella Contarelli è che non doveva esserci nessun quadro. Il progetto originale prevedeva una scultura: una statua di marmo di Matteo con l'angelo, affidata allo scultore fiammingo Jacques Cobaert per stare sull'altare. Se quella statua fosse stata accettata, la Cappella Contarelli oggi sarebbe una cappella con una pala scolpita e Caravaggio non avrebbe mai messo piede qui.

La statua fu rifiutata perché rappresentava Matteo senza il tradizionale angelo accanto, e finì poi acquistata dall'Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini. Ho letto oggi entrambe le informazioni sulla voce enciclopedica dedicata alla cappella. Pensateci un attimo: il posto più famoso della pittura barocca romana esiste perché uno scultore ha consegnato un lavoro che non piaceva.

La mia opinione, e la dico senza giri: la Cappella Contarelli è la prova che nell'arte le cose migliori nascono quasi sempre dal fallimento di qualcun altro. Prima fallisce Cobaert con la statua, poi si arena il Cavalier d'Arpino con gli affreschi delle pareti, e solo a quel punto, con quattordici anni di ritardo e una scadenza giubilare addosso, si chiama un ventottenne che non aveva mai fatto una commissione pubblica. Nessuno lo avrebbe scelto per primo.

Una cosa che non ti dice nessuno su Cappella Contarelli

Che la volta non è di Caravaggio. E lo ripeto qui, in un capitolo apposta, perché è l'informazione che vi cambia la visita e che non ve la dice quasi nessuno.

Nella Cappella Contarelli il soffitto è affrescato da Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino, che aveva finito la volta entro il 1593. Le pareti laterali toccavano a lui per contratto, con Matteo al banco delle imposte a destra e il martirio a sinistra, ma non le ha mai dipinte. Sono rimaste vuote fino a quando è arrivato Caravaggio nel 1599.

Il risultato è che la Cappella Contarelli è l'unico posto al mondo dove potete vedere, nella stessa stanza, il pittore più pagato di Roma alla fine del Cinquecento e l'uomo che sei anni dopo gli ha fatto saltare il mercato. Sopra c'è la pittura elegante, chiara, colorata, corretta, quella che tutti volevano. Sotto ci sono tre tele nere con dentro dei ladri, dei sicari e un vecchio che sta per cadere dallo sgabello. Vinse il secondo, come sappiamo, ma nel 1600 quello a cui davano ragione era il primo.

Seconda cosa che nessuno dice: la Cappella Contarelli è piccola. Molto piccola. La vecchia versione di questa pagina lo scriveva e aveva ragione, è "di modesta dimensione". Chi arriva pensando a una navata monumentale resta spiazzato: è una nicchia laterale in fondo a un corridoio, con una ringhiera davanti, e in dieci persone è già piena. Non è un difetto, è la ragione per cui l'effetto delle tre tele addosso è così violento.

Il consiglio che ti do per visitare Cappella Contarelli

Andateci due volte. Sul serio, è l'unico consiglio che conta e ve lo do da romano che ci è passato decine di volte.

La prima volta ci andate come tutti: entrate, vi mettete davanti alla Cappella Contarelli, guardate i tre quadri, fate le vostre foto, restate dieci minuti. Poi uscite, andate a mangiare, girate un'ora fra piazza Navona e Campo de' Fiori, e tornate nel pomeriggio. La seconda volta la cappella non ha più l'effetto sorpresa e vi si apre. Vedete cose che la prima volta non c'erano: i piedi, le mani, i vestiti, il pavimento, l'angelo, la palma, lo sgabello.

Consiglio numero due, meno poetico e più utile: andateci nei giorni feriali e in tarda mattinata, e state alla larga dal primo mercoledi del mese fino alle 14.30, quando la chiesa è chiusa la mattina secondo la pagina ufficiale letta oggi.

Consiglio numero tre: portatevi le monete, per l'eventuale illuminazione, e mettetevi in coda dietro un gruppo guidato invece di davanti. Quando la guida accende la luce, voi state dietro e vedete tutto senza spendere niente e senza spingere nessuno.

Consiglio numero quattro, e qui sono duro: non venite alla Cappella Contarelli con quaranta minuti di margine prima di un altro appuntamento. Non funziona. Caravaggio in questa cappella è scomodo, è scuro, e chiede tempo. Se avete fretta, andate al Pantheon che si guarda in dieci minuti ed è bellissimo lo stesso, e tornate qui un altro giorno.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la pala che vedete sull'altare è la seconda. La prima versione di San Matteo e l'angelo fu rifiutata e non è più esistente: secondo la fonte che ho letto oggi fu accidentalmente distrutta durante la seconda guerra mondiale.

Lo sanno in molti, si dice in tutte le visite guidate, e nonostante questo pochissimi ci pensano davvero mentre stanno lì davanti. Sopra l'altare della Cappella Contarelli state guardando un rifacimento, cioè un compromesso fra un artista di ventinove o trent'anni e una committenza che gli aveva bocciato il primo tentativo. E il rifacimento è un capolavoro. Il primo, che nessuno di noi vedrà mai più, era probabilmente ancora più spudorato.

Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda i tempi. Contratto 23 luglio 1599, due tele laterali installate entro luglio 1600, pagamento finale luglio 1600, pala d'altare del 1602 con scadenza fissata alla Pentecoste di quell'anno e pagamento ricevuto a settembre 1602. Tutti dati letti oggi. Vuol dire che l'intera Cappella Contarelli, dal primo contratto all'ultimo pagamento, sta in poco più di tre anni. Tre anni per cambiare la pittura europea. Nel frattempo la stessa cappella era rimasta senza decorazione per i quattordici anni precedenti.

Terzo fatto: nel 1597 l'amministrazione dell'operazione risulta in capo alla Fabbrica di San Pietro. Cioè la macchina amministrativa che costruiva la basilica vaticana si occupava anche di sbrogliare la matassa di una cappella laterale in una chiesa francese rimasta impantanata. Dice tutto su come funzionava Roma allora e, se devo essere sincero, su come funziona ancora.

Cappella Contarelli
Cappella Contarelli | Chiesa di San Luigi dei Francesi

La foto giusta da fare a Cappella Contarelli

Prima regola: niente flash. Mai. Nella Cappella Contarelli il flash è vietato come in qualunque luogo che conserva dipinti antichi, e a parte il divieto è inutile, perché vi restituisce una tela piatta e slavata con un riflesso al centro. Se vedete qualcuno che spara il flash sui Caravaggio, sappiate che sta portando via una foto peggiore della vostra.

Seconda regola: la foto giusta alla Cappella Contarelli non è il primo piano del quadro. Quel primo piano lo trovate fatto meglio da chiunque, con attrezzatura seria, e lo trovate gratis. La foto che vale è quella d'insieme: la cappella intera dalla navata, con l'arco che la incornicia, la ringhiera, la volta del Cavalier d'Arpino sopra e le tre tele dentro. Quella foto racconta il posto, non l'opera.

Terza regola: se volete una foto con la gente, mettetevi in navata e aspettate che davanti alla Cappella Contarelli si formi il capannello. Cinque o sei persone di spalle, ferme, in silenzio, davanti a tre rettangoli scuri: quella foto dice cosa succede davvero qui dentro. Le teste umane davanti danno anche la scala, e senza scala non si capisce quanto è piccola la cappella.

Quarta regola, tecnica e concreta: reggetevi da qualche parte. In una chiesa non si usa il treppiede senza permesso, siete al buio e i tempi di scatto si allungano. Appoggiate i gomiti a un banco o la schiena a una colonna, trattenete il respiro, scattate tre volte. Alzate gli ISO invece di forzare il tempo e accettate un po' di rumore: una foto scura e nitida vale dieci foto chiare e mosse.

Quinta regola, la più importante: fate una foto sola e poi mettete via il telefono. Nella Cappella Contarelli il ricordo che vi resta è quello che avete guardato con gli occhi, non quello che avete archiviato. Lo dico da uno che questa cappella l'ha fotografata male per anni prima di capirlo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Metto in fila solo i fatti con una data letta oggi, e li distinguo fra documentati e tradizione. Della Cappella Contarelli si racconta molto e si documenta poco, ed è giusto che si veda la differenza.

1565: Mathieu Cointerel, italianizzato Matteo Contarelli, acquista la cappella che da lui prenderà il nome. Documentato dalla fonte letta oggi.

1585: Contarelli muore, lasciando un fondo e istruzioni precise sulla decorazione, con scene della vita di san Matteo. Da qui in poi le decisioni sulla Cappella Contarelli passano al suo esecutore testamentario Virgilio Crescenzi. Documentato.

Entro il 1593: Giuseppe Cesari, il Cavalier d'Arpino, completa la volta della Cappella Contarelli. Il suo contratto prevedeva anche gli affreschi delle pareti laterali, con Matteo al banco delle imposte sulla parete destra e il martirio con la messa sulla parete sinistra. Le pareti restano vuote. Documentato.

1597: l'amministrazione dell'operazione risulta in capo alla Fabbrica di San Pietro. Documentato.

23 luglio 1599: viene firmato il contratto con Caravaggio, arrivato su indicazione del cardinale Francesco Maria Del Monte. È la data di nascita della Cappella Contarelli come la conosciamo. Documentato.

Luglio 1600: la Vocazione di San Matteo e il Martirio di San Matteo risultano installati nella Cappella Contarelli, e il pagamento finale della commissione è dello stesso mese. Documentato.

1602: viene realizzato San Matteo e l'angelo, olio su tela, per l'altare della Cappella Contarelli, con scadenza fissata alla Pentecoste di quell'anno e pagamento ricevuto a settembre. È la seconda versione: la prima fu rifiutata. Documentato.

Seconda guerra mondiale: la prima versione rifiutata di San Matteo e l'angelo viene accidentalmente distrutta. Così riporta la fonte che ho letto oggi. Il luogo preciso e la data esatta della distruzione non li ho verificati e quindi non li scrivo.

Sulla vicenda della statua di Jacques Cobaert, rifiutata perché rappresentava Matteo senza l'angelo tradizionale e poi acquistata dall'Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini, la fonte letta oggi non fornisce date puntuali. Il fatto lo riporto, gli anni no.

Chi è passato da Cappella Contarelli

Il primo nome è quello che non c'è più: Mathieu Cointerel, il prelato francese che comprò questa cappella nel 1565 e che morì nel 1585 senza vederla decorata. Non ha mai visto nemmeno una pennellata di quello che ha pagato. È la definizione stessa di committenza rinascimentale.

Poi Virgilio Crescenzi, l'esecutore testamentario, l'uomo che ha tenuto in mano le decisioni sulla Cappella Contarelli negli anni in cui non succedeva niente.

Poi Jacques Cobaert, lo scultore fiammingo che ci ha lavorato e si è visto rifiutare l'opera.

Poi Giuseppe Cesari, il Cavalier d'Arpino, il pittore più richiesto di Roma, che qui ha lasciato la volta finita entro il 1593 e le pareti bianche. La sua firma sopra la testa è ancora lì e la guarda quasi nessuno.

Poi il cardinale Francesco Maria Del Monte, che ha fatto il nome di Caravaggio. Senza di lui questa pagina non esisterebbe.

Poi Michelangelo Merisi da Caravaggio, che nel 1599 aveva ventotto anni e nessuna commissione pubblica alle spalle, e che in questa cappella ha fatto il salto.

Dopo di loro, da quattro secoli, è passata mezza storia della pittura europea. Nella Cappella Contarelli sono venuti a guardare pittori di ogni scuola e di ogni paese, ed è documentato in modo generale che i tre Matteo abbiano avuto un'influenza enorme sui pittori del Seicento a Roma e in tutta Europa. Nomi e date di singole visite non ve ne do: sono aneddoti che ho letto in giro negli anni ma che oggi non ho verificato su fonte, e su questo sito non spacciamo l'aneddoto per documento.

Un nome contemporaneo lo aggiungo, perché è verificabile e ci passa ogni giorno: i sacerdoti della comunità francese di Roma. Sul sito ufficiale, letto oggi, c'è scritto che negli orari di apertura si possono chiedere visite guidate con i preti della chiesa. È l'occasione migliore che avete per farvi raccontare la Cappella Contarelli da qualcuno che ci vive dentro invece che da una registrazione.

La Cappella Contarelli con i bambini

Si può fare, e funziona meglio di quanto immaginate, a una condizione: non provate a spiegare Caravaggio. I bambini non ci arrivano e vi si annoiano in novanta secondi.

Quello che funziona alla Cappella Contarelli è trasformarla in una caccia. Alla Vocazione: quante monete ci sono sul tavolo, chi sta guardando Cristo e chi guarda i soldi, chi ha il cappello con la piuma. Al Martirio: quante persone stanno scappando, dove sta l'angelo, cosa tiene in mano. Alla pala d'altare: perché il vecchio sta in equilibrio su uno sgabello e cosa succede se lo sgabello cade. Sono domande a cui un bambino di otto anni risponde meglio di un adulto, perché guarda davvero invece di ricordarsi quello che ha letto.

Durata realistica con bambini: dieci minuti nella Cappella Contarelli e non uno di più. Poi uscite. La chiesa è fresca d'estate e questo aiuta, ma è anche buia e silenziosa, e ai piccoli il silenzio obbligatorio pesa. Ingresso gratuito anche per loro, ovviamente, perché non c'è biglietto per nessuno.

Un avvertimento onesto: il Martirio di San Matteo è un omicidio dipinto, con un uomo a terra e una spada alzata. Ai bambini in genere piace tantissimo, molto più della Vocazione, ma se il vostro è particolarmente impressionabile fate voi la valutazione prima di piazzarglielo davanti.

Passeggini: la navata è piana e ci si passa, ma davanti alla Cappella Contarelli lo spazio è poco e con il passeggino intralciate gli altri. Se siete in due, uno tiene il passeggino in navata e l'altro va davanti alla cappella, poi vi date il cambio.

Accessibilità e regole pratiche della Cappella Contarelli

Comincio da quello che non ho potuto verificare, perché è la parte più importante e la più delicata. Sulle pagine ufficiali che ho letto oggi non ho trovato una scheda di accessibilità della chiesa di San Luigi dei Francesi né della Cappella Contarelli: niente sui gradini d'ingresso, niente su rampe, niente su servizi igienici accessibili. Quindi non vi scrivo che è accessibile e non vi scrivo che non lo è. Se vi serve la certezza, il numero da chiamare è (+39) 06 688271 e l'email è saintlouis.rome@gmail.com, entrambi letti oggi sul sito ufficiale.

Quello che posso dirvi per esperienza diretta, e ve lo do come esperienza e non come dato certificato: la navata di San Luigi dei Francesi è piana e larga, e chi arriva dentro riesce ad avvicinarsi alla Cappella Contarelli senza dislivelli interni significativi. Il punto critico, come in quasi tutte le chiese romane, è la soglia d'ingresso dalla piazza. Se viaggiate in carrozzina, telefonate prima.

Regole di comportamento, queste valgono sempre e ovunque a Roma: spalle e ginocchia coperte, anche ad agosto, anche se fuori ci sono trentotto gradi. Niente cappello in testa. Silenzio, e non il silenzio finto da museo, il silenzio vero: qui si prega. Niente flash sulle tele della Cappella Contarelli. Niente treppiede senza permesso. Niente cibo e bevande. Niente animali, salvo i cani guida.

Sui grandi zaini non c'è un deposito bagagli e non c'è un guardaroba: è una chiesa, non un museo. Se avete il trolley, valutate bene, perché trascinare una valigia dentro San Luigi dei Francesi mentre qualcuno prega è il modo più rapido per farvi guardare male da tutta la navata.

Quanto costa e quanto tempo serve per la Cappella Contarelli

Costo: zero. Ingresso gratuito, nessun biglietto, nessuna prenotazione, come dichiarato sulla pagina ufficiale letta oggi. L'unica spesa possibile è l'eventuale moneta per l'illuminazione, sulla quale, come vi ho detto, oggi non ho trovato conferma ufficiale né sulla presenza né sull'importo. Poi c'è l'offerta libera, che nessuno vi chiede e che secondo me è giusto lasciare: una chiesa che tiene aperti tre Caravaggio gratis dodici ore al giorno ha delle spese.

Tempo minimo sensato nella Cappella Contarelli: quindici minuti. Tempo consigliato: venticinque, con il metodo che vi ho dato sopra. Tempo massimo prima che vi venga il torcicollo e vi caccino: quaranta. Se sommate anche il giro del resto della chiesa, calcolate quarantacinque minuti complessivi dentro San Luigi dei Francesi.

Attesa in coda: variabile e imprevedibile. Non c'è una biglietteria, quindi non c'è una coda organizzata: c'è il collo di bottiglia davanti alla Cappella Contarelli, che si forma quando arrivano due gruppi insieme e si scioglie in dieci minuti. Non ho dati ufficiali sui flussi e non ve li invento. Regola empirica mia: se quando entrate vedete già venti persone ammassate davanti alla cappella, fate prima il giro del resto della chiesa e tornate dopo un quarto d'ora.

Guide e audioguide: sul sito ufficiale, letto oggi, c'è scritto che negli orari di apertura si possono richiedere visite guidate con i sacerdoti, che si possono chiedere visite private fuori orario e che esiste un'audioguida in francese, inglese e italiano attivabile da QR code. Le condizioni e gli eventuali costi di queste opzioni non erano dettagliati nella pagina che ho letto: chiedete direttamente alla chiesa.

Cosa c'è intorno alla Cappella Contarelli in dieci minuti a piedi

La posizione della Cappella Contarelli è fra le migliori di Roma per incastrare altre cose senza prendere un mezzo. Ecco cosa avete davvero a portata di scarpa.

A due minuti: Palazzo Madama, sede del Senato, che si affaccia sullo stesso corso e che in certe giornate apre al pubblico. A tre minuti: piazza Navona, con la fontana dei Quattro Fiumi, e sotto la piazza i sotterranei dello stadio di Domiziano, che sono la cosa che la maggior parte dei turisti calpesta senza sapere che esiste.

A quattro minuti: il Pantheon, e sulla strada Sant'Ivo alla Sapienza con la lanterna a spirale del Borromini, che si vede dal cortile anche quando la chiesa è chiusa. A cinque minuti: Palazzo Altemps, uno dei quattro musei nazionali romani, che sta appena oltre piazza Navona ed è vuoto anche quando tutto il resto è pieno.

A sette-otto minuti: la basilica di Santa Maria sopra Minerva dietro il Pantheon, largo Argentina con l'area sacra e i suoi gatti, Campo de' Fiori con il mercato la mattina, e la basilica Sant'Andrea della Valle su corso Vittorio, che ha la seconda cupola di Roma per grandezza.

Il mio itinerario preferito di mezza giornata, se volete rubarmelo: Campo de' Fiori la mattina presto per il mercato, poi Sant'Andrea della Valle, poi la Cappella Contarelli verso le 11, poi piazza Navona, poi Sant'Ivo, poi il Pantheon a mezzogiorno quando il fascio di luce dell'oculo è quasi verticale. Tutto a piedi, tutto gratis tranne il caffè.

Caravaggio a Roma dopo la Cappella Contarelli: dove si continua

Se la Cappella Contarelli vi ha preso, e in genere prende, la domanda successiva è sempre la stessa: dove sono gli altri Caravaggio di Roma. Vi do i luoghi e vi dico subito una cosa: non ho ricontrollato oggi l'elenco delle singole opere effettivamente esposte in ciascuna sede, e le collezioni si spostano per prestiti, mostre e restauri. Quindi i posti ve li scrivo, l'elenco delle opere andate a verificarlo sul sito del museo prima di partire.

I luoghi sono: Santa Maria del Popolo, all'altro capo del centro, che come la Cappella Contarelli è una chiesa a ingresso libero con una cappella caravaggesca; la Galleria Borghese, che si visita solo con prenotazione a fasce orarie; Palazzo Barberini, sede della Galleria Nazionale d'Arte Antica; Palazzo Doria Pamphilj, la più bella collezione privata visitabile della città; e i Musei Capitolini in Campidoglio.

La differenza fra la Cappella Contarelli e tutti questi posti è una e vale la pena di dirla. Negli altri, Caravaggio sta appeso a una parete di museo, con la luce giusta, la didascalia, la temperatura controllata e la sedia per sedersi. Qui no. Qui i tre Matteo stanno esattamente dove sono stati messi, sopra un altare vero, dentro una cappella vera, in una chiesa dove si dice ancora messa, illuminati dalla luce che entra dalla finestra. È l'unico modo di vedere Caravaggio come lo vedeva chi glielo aveva commissionato. Se dovete scegliere un solo Caravaggio romano, io scelgo la Cappella Contarelli e non ci penso due volte.

Quando evitare la Cappella Contarelli

Ci sono momenti in cui venire qui è tempo buttato, e preferisco dirveli piuttosto che vendervi una visita sempre perfetta.

La mattina del primo mercoledi del mese: chiuso, secondo la pagina ufficiale letta oggi. Non c'è niente da fare, è l'errore più banale e il più frequente.

Fra le 12.45 e le 14.30 dal lunedi al venerdi, e fra le 12.00 e le 14.30 il sabato: chiuso per la pausa. Se arrivate all'una davanti al portone, trovate chiuso e vi arrabbiate con me.

La domenica mattina prima delle 12: la chiesa non è aperta alla visita turistica. E il piccolo spazio fra le 12.00 e le 12.45 è la fascia più affollata dell'intera settimana. Se potete, la domenica saltatela.

L'ultima ora prima della chiusura in inverno: la Cappella Contarelli è scura di suo e con il buio fuori diventa illeggibile. Da novembre a febbraio, dopo le 16.30, secondo me non ne vale la pena.

Durante le celebrazioni: potete entrare, ma non potete piazzarvi davanti alla cappella. Se vedete che sta cominciando una funzione, sedetevi in fondo e aspettate, oppure tornate dopo.

Ferragosto e i ponti lunghi: non per gli orari, che restano quelli, ma per la densità di gente nel quadrilatero fra piazza Navona e il Pantheon. In quei giorni davanti alla Cappella Contarelli non si sta, si viene spinti.

Cosa ho corretto rispetto alla vecchia versione di questa pagina

Le metto in fila tutte, perché una correzione dichiarata vale più di dieci frasi nuove.

Uno. La vecchia versione diceva che la Cappella Contarelli è "affrescata da Caravaggio". Il dato corretto, ve lo chiarisco, è che le tre opere di Caravaggio nella Cappella Contarelli sono a olio su tela. L'unica pittura ad affresco della cappella è la volta di Giuseppe Cesari, il Cavalier d'Arpino, completata entro il 1593. Fonte letta oggi: la voce enciclopedica dedicata alla Contarelli Chapel, che indica la tecnica come olio su tela e attribuisce la volta a Cesari con quella data.

Due. La vecchia versione lasciava intendere che il cardinale fosse già morto al momento dell'acquisto del 1565. Il dato corretto è che Mathieu Cointerel, cioè Matteo Contarelli, comprò la cappella nel 1565 e morì nel 1585. Stessa fonte letta oggi.

Tre. La vecchia versione scriveva che la commissione arrivò a Giuseppe Cesari grazie all'interessamento del cardinale Del Monte. Il dato corretto è che il cardinale Francesco Maria Del Monte suggerì Caravaggio per il progetto. Stessa fonte letta oggi.

Quattro. La vecchia versione conteneva la frase "Di conseguenza ristrutturata da Carlitos Tetaz l'anno dopo", priva di senso e priva di qualunque riscontro. L'ho eliminata e non l'ho sostituita.

Cinque. La vecchia versione datava il cantiere della chiesa "dal 1518 al 1589" attribuendolo a Domenico Fontana su progetti di Giacomo Della Porta. Quell'arco e quelle attribuzioni insieme non stanno in piedi. Non avendo trovato oggi una fonte ufficiale che mi permettesse di correggere le date, non le ho sostituite con numeri inventati: ho dichiarato l'incoerenza e ho rimandato alla scheda della chiesa.

Sei. La vecchia versione non conteneva nessun orario, nessun prezzo, nessun recapito. Ho aggiunto orari, gratuità dell'ingresso, chiusura del primo mercoledi mattina, telefono ed email, tutti letti oggi sul sito ufficiale saintlouis-rome.net.

Sette. La vecchia versione non diceva nulla della statua rifiutata di Jacques Cobaert, della data del contratto del 23 luglio 1599, dell'installazione delle tele laterali entro luglio 1600, della pala del 1602 e della prima versione perduta. Erano i fatti centrali della Cappella Contarelli e mancavano tutti.

Otto. La vecchia versione era, di fatto, una scheda sulla chiesa di San Luigi dei Francesi con qualche paragrafo sulla cappella. L'ho ribaltata: qui c'è la Cappella Contarelli, la chiesa sta nella sua scheda, e i due testi si rimandano a vicenda invece di ripetersi.

Nove. Contraddizione interna che ho ricomposto: la vecchia versione diceva prima che la cappella è "ultima nella navata sinistra" e poi che si tratta della "quinta cappella della navata di sinistra". Le due cose possono coincidere, se la quinta è anche l'ultima, ma la numerazione precisa oggi non l'ho potuta verificare su fonte ufficiale. Ho quindi tenuto la descrizione che vi serve davvero per trovarla, cioè che la Cappella Contarelli è l'ultima cappella della navata sinistra andando verso l'altare, e ho lasciato cadere l'ordinale.

Dieci. Link affiliati e widget di prenotazione: nel testo che ho letto non ne ho trovati, e nel nuovo corpo non ce n'è nessuno. Zero codici partner, zero widget, zero script.

Domande veloci su Cappella Contarelli

Quanto costa entrare nella Cappella Contarelli?

Niente. Il sito ufficiale, letto oggi, scrive testualmente che essendo una chiesa l'ingresso è gratuito e che non serve alcun biglietto. Non esiste un intero, non esiste un ridotto.

Serve prenotare per vedere i Caravaggio della Cappella Contarelli?

No. Non c'è prenotazione e non c'è biglietteria. Si entra e basta, negli orari di apertura.

Quali sono gli orari della Cappella Contarelli?

Quelli della chiesa. Letti oggi sulla pagina ufficiale: lunedi-venerdi 9.30-12.45 e 14.30-18.15, sabato 9.30-12.00 e 14.30-18.30, domenica 12.00-12.45 e 14.30-18.30. Possono cambiare in caso di eventi particolari.

È vero che il primo mercoledi del mese è chiuso?

La mattina si. Sulla pagina ufficiale c'è scritto che la mattina di ogni primo mercoledi del mese la chiesa è chiusa. Il pomeriggio, secondo quella stessa pagina, resta l'orario normale.

Quanti quadri di Caravaggio ci sono nella Cappella Contarelli?

Tre. Vocazione di San Matteo sulla parete sinistra, Martirio di San Matteo sulla parete destra, San Matteo e l'angelo sopra l'altare.

I Caravaggio della Cappella Contarelli sono affreschi?

No, e questo è l'equivoco più diffuso. Sono dipinti a olio su tela. Ad affresco, nella Cappella Contarelli, c'è la volta del Cavalier d'Arpino.

Dove si trova esattamente la Cappella Contarelli dentro la chiesa?

È l'ultima cappella della navata sinistra, in fondo, andando verso l'altare maggiore. Entrando dal portone principale la trovate sulla vostra sinistra, dopo tutte le altre.

Quanto tempo serve per visitare la Cappella Contarelli?

Quindici minuti come minimo sensato, venticinque per farla bene. Se aggiungete il resto della chiesa, calcolate tre quarti d'ora.

Si possono fare foto nella Cappella Contarelli?

Le foto senza flash sono la norma nelle chiese romane e qui la gente le fa. Il flash no, mai, e nemmeno il treppiede senza permesso. Se un custode vi dice di smettere, smettete.

C'è una macchinetta a gettone per illuminare i quadri?

Non ve lo posso confermare oggi. Le pagine ufficiali che ho letto, home, orari e sezione Caravaggio, non parlano di illuminazione a pagamento né della sua tariffa. Portatevi qualche moneta e regolatevi sul posto.

A che ora c'è la luce migliore nella Cappella Contarelli?

Per esperienza mia, non per dato ufficiale: tarda mattinata feriale, fra le 10.30 e le 12.30, e il primo pomeriggio dopo la riapertura delle 14.30. Le ultime ore invernali sono le peggiori.

La Cappella Contarelli è accessibile in sedia a rotelle?

Non l'ho potuto verificare oggi su fonte ufficiale e quindi non ve lo affermo. La navata interna è piana, il punto critico è l'ingresso dalla piazza. Chiamate lo (+39) 06 688271 prima di venire.

Si entra gratis la prima domenica del mese?

La domanda non si applica: qui si entra gratis tutti i giorni. La prima domenica gratuita riguarda i musei statali, non le chiese.

Che differenza c'è fra la Cappella Contarelli e la cappella di Santa Maria del Popolo?

Sono le due cappelle romane con dentro Caravaggio a ingresso libero, all'altro capo del centro l'una dall'altra. Nella Cappella Contarelli i Caravaggio sono tre e uno sta sopra l'altare; l'altra è una cappella del transetto in una chiesa diversa e con orari diversi. Se vi piace questa, andate anche lì.

Come si chiama davvero la pala d'altare della Cappella Contarelli?

In italiano San Matteo e l'angelo. In gran parte della bibliografia internazionale la trovate come Inspiration of Saint Matthew. È del 1602 ed è la seconda versione.

Che fine ha fatto la prima versione di San Matteo e l'angelo?

Fu rifiutata e, secondo la fonte che ho letto oggi, andò accidentalmente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Il museo che la conservava e la data esatta non li ho verificati e quindi non li scrivo.

Chi ha dipinto la volta della Cappella Contarelli?

Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, che la completò entro il 1593. Aveva il contratto anche per le pareti laterali ma non le dipinse mai.

Quando è stato firmato il contratto con Caravaggio?

Il 23 luglio 1599, secondo la fonte letta oggi. Le due tele laterali risultano installate entro il luglio 1600, mese in cui avviene anche il pagamento finale.

Chi era Matteo Contarelli?

Mathieu Cointerel, prelato francese, italianizzato in Matteo Contarelli. Comprò la cappella nel 1565, morì nel 1585 e lasciò un fondo con l'indicazione di decorarla con scene della vita di san Matteo.

Perché i dipinti sono dedicati a san Matteo?

Perché era il santo omonimo del committente. Contarelli si chiamava Matteo e volle il suo santo sulle pareti della propria cappella. Tutto qui, ed è una ragione molto più banale di quello che sembra.

C'è un bookshop o un guardaroba?

No. È una chiesa, non un museo. Niente deposito bagagli, niente guardaroba, niente caffetteria.

C'è l'audioguida?

Sul sito ufficiale, letto oggi, è indicata un'audioguida in francese, inglese e italiano attivabile tramite QR code. Le condizioni non erano dettagliate: portatevi gli auricolari e la connessione.

Si possono chiedere visite guidate?

Si. La pagina ufficiale letta oggi indica che negli orari di apertura si possono richiedere visite guidate con i sacerdoti, e che sono possibili visite private fuori orario su richiesta.

Quanto si aspetta in coda alla Cappella Contarelli?

Non c'è una coda formale perché non c'è biglietteria. C'è un ingorgo davanti alla cappella quando arrivano i gruppi, che si scioglie in dieci o quindici minuti. Fate prima il resto della chiesa e tornate.

Come ci si veste per entrare?

Spalle e ginocchia coperte, tutto l'anno. Non è una formalità e in estate i controlli all'ingresso delle chiese romane sono reali.

La Cappella Contarelli si vede bene anche da lontano?

Discretamente. Dalla navata si legge l'insieme, ma i dettagli delle tele li prendete solo da vicino. Il consiglio è fare tutti e due i punti di vista, prima vicino e poi a dieci passi.

Vale la pena andarci se ho un giorno solo a Roma?

Se il vostro giro tocca piazza Navona o il Pantheon, si, senza discussione: sono venti minuti, è gratis ed è a duecento metri. Se il vostro unico giorno è tutto al Colosseo e in Vaticano, lasciate perdere e tenetevela per la prossima volta.

Ci sono altri Caravaggio dentro la chiesa oltre a quelli della Cappella Contarelli?

I Caravaggio di questa chiesa sono i tre della Cappella Contarelli. Le altre opere importanti dell'edificio, a cominciare dagli affreschi del Domenichino, sono di altri artisti e le trovate raccontate nella scheda della chiesa.

Chiudo da romano

Alla Cappella Contarelli ci ho portato tutte le persone che sono venute a trovarmi a Roma negli ultimi vent'anni, e la scena è sempre la stessa: si entra, si cammina fino in fondo alla navata sinistra, ci si mette davanti, e per un minuto non parla nessuno. Poi arriva sempre la stessa frase, che è "ma quanto sono scuri". Si, sono scuri. Poi gli occhi si abituano, esce fuori la mano di Cristo, esce fuori la faccia del vecchio, e la frase cambia.

Questa pagina l'ho riscritta da capo perché quella vecchia diceva che Caravaggio aveva affrescato la Cappella Contarelli, e non è vero, e stava online da anni. Aveva anche una frase senza senso su un nome che non c'entra niente, una cronologia storpiata sulla morte del committente e i ruoli di Del Monte e del Cavalier d'Arpino scambiati fra loro. Correggere costa mezza giornata, lasciare l'errore pubblicato costa la faccia. E dove non ho trovato una fonte da leggere oggi, sulla macchinetta della luce, sull'accessibilità, sulle date del cantiere della chiesa, sul museo dove finì la prima pala, non ho riempito il buco: ve l'ho lasciato aperto e vi ho detto chi chiamare.

L'ultima cosa, che è anche il vero consiglio. Nella Cappella Contarelli non guardate i quadri uno alla volta come se steste in un museo. Mettetevi al centro, giratevi lentamente da sinistra a destra e poi verso l'altare, e provate a farlo nell'ordine della storia: prima la chiamata, poi l'ispirazione, poi la morte. Sono tre momenti di una vita sola, dipinti da un uomo di ventotto anni che aveva tutto da perdere, in una cappella che aveva aspettato quattordici anni per avere qualcosa sulle pareti. Fatelo in silenzio. Poi uscite su quella piazza stretta, e Roma vi sembrerà diversa per almeno un'ora.

RiassuntoLa cappella Contarelli, affrescata da Caravaggio, si trova nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, che affaccia sulla piazza omonima, non distante da piazza Navona, nel rione Sant'Eustachio.
TagsCappella Contarellicaravaggiocaravaggio a RomaChiesa di San Luigi dei Francesi

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