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Il 5 dicembre, alle None, si celebravano le Faunalia, la festa rurale del dio Fauno. Orazio ne ha lasciato una breve ode, che descrive un giorno di riposo dei campi con vino, danze e sacrifici semplici.
- Data: 5 dicembre (None di dicembre)
- Divinità: Fauno, dio dei boschi e delle greggi
- Tono: festa campestre, con sacrificio di un capretto
- Fonte principale: Orazio, Odi III 18

Un’ode di Orazio
Nell’ode III 18 Orazio prega Fauno di attraversare con benevolenza i suoi campi e descrive la festa di dicembre: un capretto sacrificato, una coppa di vino e incenso sull’altare, il bestiame che gioca nei prati, i contadini che ballano sull’erba e il bue che riposa dal lavoro.
Chi era Fauno
Fauno era una divinità italica dei boschi e dei pascoli, legata alla fertilità del gregge. Gli autori romani lo identificano a volte con il Pan greco. Gli studiosi moderni distinguono tuttavia la figura latina da quella greca.

Un tempio sull’Isola Tiberina
Il tempio di Fauno sull’Isola Tiberina fu dedicato nel 194 a.C., secondo Livio, e il suo anniversario cadeva alle Idi di febbraio. Le Faunalia di dicembre sono invece una ricorrenza di campagna. Per la zona vedi la scheda Isola Tiberina.
Una festa d’inverno
Che una festa campestre cada a dicembre, quando i lavori agricoli rallentano, ha una logica: le Faunalia, i Saturnali e le Opalia scandivano un periodo di pausa e di convivialità.
Domande frequenti
Che cosa erano le Faunalia?
Una festa rurale di Fauno, il 5 dicembre, con sacrificio di un capretto, vino e danze.
Dove si trova un tempio di Fauno a Roma?
Sull’Isola Tiberina, dedicato nel 194 a.C. secondo Livio.
Perché è celebre?
Per l’ode III 18 di Orazio.
Questa festa fa parte del calendario delle feste dell’antica Roma e del mos maiorum, dove trovi tutte le altre ricorrenze.
Fonti
- Orazio, Odi III 18
- Livio, Ab Urbe condita XXXIII 42
- Ovidio, Fasti II 193-194
Le illustrazioni sono generate con intelligenza artificiale a scopo evocativo.