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Piazza del Popolo
Piazza del Popolo - vista dal Pincio
Piazza del Popolo
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Piazza del Popolo, ai piedi della terrazza del Pincio, è una delle più celebri piazze nel centro storico di Roma. Piazza del Popolo è un [...]
Indirizzo:
Piazza del Popolo, 00187 Roma RM, Centro storico, Roma, Roma Città
Descrizione:

Piazza del Popolo, ai piedi della terrazza del Pincio, è una delle più celebri piazze nel centro storico di Roma.

Piazza del Popolo è un luogo simbolo per tutti i romani e come potrete immaginare molte vicende della città, fatti, miti e leggende sono legate a questa piazza.

Piazza del Popolo - Roma

Piazza del Popolo - Roma

Piazza del Popolo | Storia

Piazza del Popolo e la sua porta sono un ottimo esempio di "stratificazione" architettonica, un fenomeno che si è verificato per i continui avvicendamenti di pontefici che comportavano modifiche e rielaborazioni dei lavori edilizi e viari.

Su Piazza del Popolo affacciano ben tre chiese.

La più antica è la basilica di Santa Maria del Popolo, a lato della porta omonima.

Venne eretta (sul sepolcro dei Domizi dove Nerone fu sepolto) nell'XI secolo da papa Pasquale II, ma venne poi ricostruita sotto papa Sisto IV da Baccio Pontelli e Andrea Bregno tra il 1472 ed il 1477, che le danno un aspetto maggiormente rinascimentale.

Tra il 1655 ed il 1660 papa Alessandro VII decise di restaurare la chiesa dandole un aspetto più brioso; per questo incaricò Gian Lorenzo Bernini, che restaura nuovamente la chiesa, donandole questa volta una chiara impronta barocca che si può ammirare ancora oggi.

La chiesa ospita dei dipinti di grandissima importanza: del Caravaggio sono presenti capolavori come Conversione di san Paolo e Crocifissione di san Pietro, nonché diversi affreschi del Pinturicchio, l'Assunzione di Annibale Carracci, oltre alle architetture di Raffaello Sanzio e del Bramante e ad alcune sculture di Andrea Bregno e dello stesso Gian Lorenzo Bernini, come il magnifico organo sorretto da due angioletti in bronzo.

Nel 1562-1565 Nanni di Baccio Bigio, su commissione di papa Pio IV (Medici), sistema la facciata esterna della Porta del Popolo.

Successivamente, nel 1655, papa Alessandro VII (Chigi) commissiona a Gian Lorenzo Bernini i lavori per risistemare la facciata interna ed il cornicione superiore.

Nel 1573, papa Gregorio XIII (Boncompagni) colloca al centro di Piazza del Popolo una fontana di Giacomo della Porta, una delle nuove diciotto fontane progettate dopo il restauro dell'acquedotto Vergine.

Ma nel 1589 papa Sisto V (Felice Peretti) innalza un grande Obelisco Flaminio al centro della piazza, alto 24 metri, costruito ai tempi dei faraoni Ramesse II e Merenptah (1232-1220 a.C.), portato a Roma sotto Augusto e precedentemente collocato al Circo Massimo.

Domenico Fontana sposta la fontana di Giacomo Della Porta verso l'inizio di via del Corso.

Le due chiese gemelle, come vengono chiamate Santa Maria in Montesanto - Chiesa degli artisti (1675) e Santa Maria dei Miracoli (1678), vengono costruite per volere di Alessandro VII, ma i lavori terminano solo dopo la scomparsa del pontefice (1667), rinnovando profondamente l'aspetto di Piazza del Popolo, e costituendo i due poli del Tridente, formato da via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta.

I due edifici, che conferiscono a Piazza del Popolo un aspetto barocco, vengono iniziati da Carlo Rainaldi e completati da Gian Lorenzo Bernini, con la collaborazione di Carlo Fontana.

Piazza del Popolo - Roma
Piazza del Popolo - Roma

La forma di Piazza del Popolo assume la conformazione attuale solo alla fine del XIX secolo.

Precedentemente era una modesta piazza di forma trapezoidale, che si allargava verso il Tridente.

Al tempo dell'occupazione napoleonica, infatti, l'aspetto architettonico ed urbanistico di Piazza del Popolo venne rivisto dall'architetto neoclassico Giuseppe Valadier, che già nel 1793 aveva presentato un progetto secondo il quale due caserme di cavalleria avrebbero dovuto essere disposte ai lati della piazza stessa.

Ma con la prima invasione da parte di Napoleone (che entra a Roma nel 1798 e poi nel 1809) i francesi imposero a Valadier un progetto di "pubblica villa e passeggiata", che però non poté essere realizzato perché non teneva conto dei dislivelli del terreno tra il Pincio e la piazza sottostante.

Dopo un secondo progetto che presentava lo stesso problema, l'opera di sistemazione fu affidata all'architetto Berthault, ma appena i francesi furono andati via da Roma fu di nuovo Valadier a realizzare il progetto della definitiva trasformazione. Grazie al suo intervento, la piazza assunse l'attuale forma ellittica, nella parte centrale, completata da una duplice esedra, decorata con numerose fontane e statue, che si protende verso la terrazza del Pincio e verso il fiume Tevere.

Nel 1818 sempre Valadier rimosse la vecchia fontana di Giacomo Della Porta che, sotto il pontificato di papa Leone XII (1822 – 1829) venne sostituita da una nuova architettura.

Valadier continuò la sua opera di rinnovamento sistemando anche la zona delle pendici del Pincio, raccordando Piazza del Popolo e il colle con delle ampie rampe, adornate da alberi e carrozzabili, terminate nel 1834.

La terrazza del Pincio divenne così una delle più celebri passeggiate di Roma, frequentata dal popolo, dalla borghesia, dalla nobiltà, dall'alto clero e dagli stessi pontefici.

Nel 1823 Valadier rimpiazzò la vecchia fontana dellaportiana con una struttura del tutto nuova.

Riprendendo forse un'idea che era stata già di papa Sisto V allorché commissionò a Giacomo Della Porta l'edificazione della fontana centrale, posizionò ai quattro spigoli dell'obelisco altrettanti leoni in marmo in stile egizio (in armonia dunque con le origini dell'obelisco stesso), dalle cui fauci un getto d'acqua precipita in una vasca, disposta su una breve gradinata su cui è posto l'intero monumento.

Subito dopo realizzò anche altre due fontane quasi gemelle, posizionandole al centro delle pareti curve che delimitano l'ellisse di Piazza del Popolo.

La struttura delle due fontane è uguale: un'ampia vasca a livello stradale alla base di un muro lungo quanto il diametro della vasca stessa, nella quale l'acqua tracima da un catino semicircolare a forma di conchiglia appoggiato al muro stesso, che a sua volta viene riempito dall'acqua che, uscendo dal muro, riempie un altro piccolo catino.

In cima al muro di ciascuna fontana, per ogni estremità, una coppia di delfini con le code attorcigliate, mentre al centro un gruppo statuario costituisce l'unica differenziazione tra le due opere.

Nella fontana occidentale, quella sul lato del Tevere, su un gruppo di rocce una statua di Nettuno affiancata da due tritoni altrettanti delfini. In quella orientale, sul lato del Pincio, il gruppo di rocce sorregge la statua della dea Roma, affiancata dalle statue sedute del Tevere e dell'Aniene, tra le quali, ai piedi della dea Roma, la lupa capitolina che allatta i gemelli.

Anche la rampa di raccordo tra Piazza del Popolo ed il Pincio fu ornata da una fontana maestosa più per le dimensioni che per l'effettivo valore artistico.

Nella parte intermedia della salita, praticamente dietro alla “dea Roma”, Valadier realizzò una struttura composta da due architetture differenti, l'una sull'altra.

Nella metà superiore tre grosse nicchie, delimitate da colonne su alti pilastri che sembrano sostenere la balconata del noto terrazzo che, dal Pincio, guarda verso Piazza del Popolo.

All'interno delle nicchie l'acqua precipita dall'alto come in una cascata.

La metà sottostante, leggermente più avanzata rispetto ai nicchioni superiori, è costituita da un muro nel quale si aprono, in corrispondenza di quelle superiori, tre nicchie più piccole, dotate ciascuna di un piccolo catino di raccolta dell'acqua.

Nel 1878-1879 vennero abbattute le due torri laterali che servivano a fortificare la porta, che all'epoca aveva ancora un solo fornice, e furono aggiunti i due fornici laterali, più piccoli.

Dopo la breccia di Porta Pia, venne ricavata una nuova via d'accesso a Piazza del Popolo, adornata di giardinetti laterali, strade e scalette, dietro l'esedra sul fiume, a seguito della costruzione del ponte Margherita (1886–1891).

L'ultimo intervento strutturale rilevante avvenne in epoca fascista, nel 1936, quando fu inaugurata la mostra del rinnovato acquedotto Vergine nel grande nicchione sotto la terrazza del Pincio.

Oggi Piazza del Popolo è un'ampia isola pedonale di circa 16000 m², luogo di eventi pubblici importanti: la sua capienza le permette di ospitare sino a 65 000 persone.

Qui ha anche sede il Comando Regione Carabinieri Lazio nella caserma (ex convento agostiniano, poi caserma dei gendarmi pontifici, poi – nel 1870 – prima sede dei Reali Carabinieri dei Savoia) intitolata a Giacomo Acqua.

Piazza del Popolo | Curiosità - Tra storia & Leggenda

Non tutti sanno che a Piazza del Popolo è dedicato il brano di apertura, dallo stesso titolo, del celebre album di Claudio Baglioni del 1972 Questo piccolo grande amore.

Ma questa è solo una delle curiosità legate a questa piazza che negli anni a cavallo tra anni 90 e 2000 era un luogo simbolo dei giovani dark, simili per alcuni versi (per lo più l'aspetto) ai più moderni emo.

Alle pendici del Pincio, in prossimità di Piazza del Popolo, c'era la tomba dei Domizi Enobarbi, in cui vennero sepolte le ceneri del controverso imperatore Nerone.

Si narra che Nerone, lo spietato imperatore famoso per le sue follie, lì si uccise (in realtà si fece uccidere da un servo perché non ebbe il coraggio di farlo da solo).

L'origine del nome della Piazza del Popolo è incerta, ma la radice etimologica della parola "Popolo" viene dal latino populus (pioppo), e - sulla base della tradizione - dove oggi sorge la Piazza c'era anticamente un boschetto di pioppi - pertinente alla tomba di Nerone, che era lì presso.

Anche sulla tomba di Nerone venne piantato un albero, e il boschetto divenne luogo prediletto di fantasmi (compreso quello di Nerone) streghe e demoni che lì si riunivano per i loro sabba.

Pare che nel 1099 - per esorcizzare la zona - Papa Pasquale II, oltre ad abbattere l'albero, fece bruciare le ossa dell’imperatore e - a spese del popolo romano - fece costruire una cappella al posto del sepolcro - quella su cui poi sarebbe sorta la chiesa attuale di Santa Maria del Popolo: del Popolo era la Madonna, del Popolo diventò la piazza.

Nel 1227 la cappella fu ingrandita da papa Gregorio IX, che vi fece trasportare dalla cappella del Santissimo Salvatore in Laterano l'immagine di santa Maria del popolo, che ancora oggi si venera nella chiesa.

Successivamente venne ricostruita e ampliata, sotto Sisto IV, da Giovannino de' Dolci, tra il 1472 ed il 1477, con un aspetto rinascimentale; la tradizione, ribadita dal Vasari, che attribuisce la sua costruzione a Baccio Pontelli, è da respingere.

Dal 1250 la chiesa è officiata dagli Agostiniani, dapprima quelli della Tuscia e poi, dal 1472, quelli della Congregazione Lombarda; di questo periodo rimane visibile il campanile tardogotico di gusto lombardo con rivestimento in cotto, cuspide a cono cestile e pinnacoli (sempre in cotto) agli angoli.

In virtù della sua appartenenza all'ordine, Martin Lutero fu "ospite a Roma della chiesa agostiniana di Santa Maria del Popolo".

Chi era Nerone?

Nero Claudio Cesare Augusto è passato alla storia come uno dei più famigerati sovrani dell’Impero Romano. La sua personalità profondamente offensiva e crudele, piena di egocentrismo e vicina alla psicosi, lo fece temere e odiare da tutti i popoli durante il suo regno.

Sebbene molti dei suoi atti siano stati considerati esagerati o inventati dagli storici, altri fatti dimostrano la sua malvagità in diverse fonti affidabili. Nerone eliminò automaticamente chi gli dichiarava guerra, chi la pensava diversamente da lui e chi gli era contro.

Tra i suoi atti di crudeltà ci sono l’avvelenamento del fratellastro britannico e figlio dell’imperatore Claudio, l’omicidio di sua madre da parte della guardia pretoriana, l’abuso di senatori che non accettarono il suo governo, il ripudio e l’esilio di sua moglie, il maltrattamento della seconda moglie e la morte del figlio.

Morte di Nerone

Secondo lo storico Svetonio, Nerone suonò l’arpa e cantò il 19 luglio 64 d.C., cioè la notte in cui scoppiò l’incendio a Roma e la città fu distrutta.

Questo fatto gli servì per incolpare i cristiani e iniziare una sanguinosa guerra, dove sacrificò questo gruppo nel Circo Romano, venendo mangiato dalle bestie, torturato e bruciato.

Inoltre, nella persecuzione, San Pietro e San Paolo furono vilmente assassinati, motivo per cui l’idea che Nerone fosse l’Anticristo e che il numero 666 sia un codice dell’Imperatore, che si presenta aggiungendo le lettere del suo nome in ebraico .

Apparentemente, la guerra finì quando Nerone fu dichiarato “nemico pubblico” nel 68 d.C., così fuggì da Roma mentre era inseguito dal Senato, dall’imperatore Galba e dalla guardia pretoriana.

Nonostante sia fuggito con successo, decise di suicidarsi dopo aver osservato di aver perso tutto.

Una volta morto gli fu applicata la legge della Damnatio Memoriae, che consiste nell’eliminare tutti i resti della sua esistenza negli scritti e nelle sculture.

Dopo la morte di Nerone, si diffuse per le città di Roma una leggenda, che narra che fantasmi e streghe apparvero nella sua tomba nell'attuale Piazza del Popolo.

Si narra infatti che un gran numero di persone si radunasse di notte li dove oggi sorge Piazza del Popolo per praticare la magia nera intorno alla sua tomba.

Inoltre in Piazza del Popolo era cresciuto un albero di noce che segnava il punto esatto in cui si trovava la tomba dell’imperatore Nerone, quindi era considerato maledetto.

Tuttavia, fu solo nell’anno 1099 che papa Pasquale II decise di eseguire un esorcismo sulla tomba, poiché ebbe una visione in cui la Vergine Maria gli disse che avrebbe dovuto tagliare l’albero a Piazza del Popolo e dissotterrare i resti dell’imperatore per bruciarli.

In questo modo la missione fu portata a termine con successo e le streghe se ne andarono, dando un po’ più di pace e lasciando il luogo abbandonato.

Anni dopo, fu costruita a Piazza del Popolo una cappella dedicata alla Vergine per ringraziare le sue istruzioni nell’esorcismo e in seguito Papa Sisto IV ordinò la costruzione della Basilica di Santa María del Popolo nello stesso luogo.

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