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Alan Soul e gli Alanselzer all’Alexanderplatz Jazz Club — 3 ottobre 2026

Evento concluso · si è chiuso il 3 Ottobre 2026. Guarda gli eventi in programma a Roma →

In breve. Sabato 3 ottobre 2026, con la serata che si apre alle 20:00, Alan Soul e gli Alanselzer portano il loro rhythm and blues all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati.

Sabato 3 ottobre 2026, con la serata che si apre alle 20:00, Alan Soul e gli Alanselzer portano il loro rhythm and blues all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati. Il club si raggiunge con la metro A, fermate Ottaviano o Cipro, entrambe a pochi minuti a piedi. Si prenota direttamente con il club: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 oppure la casella email delle prenotazioni indicata sul sito ufficiale dell'Alexanderplatz, dove si trova la pagina della serata. La pagina del concerto non pubblica il prezzo: si chiede al momento della prenotazione, insieme alla disponibilità dei tavoli per la cena.

Alan Soul è il nome d'arte di Giulio Todrani, un vocalist che canta da oltre cinquant'anni e che molti conoscono per due ragioni diverse: il duo Juli & Julie, che negli anni Settanta entrava in classifica con canzoni d'amore, e il fatto di essere il padre di Giorgia, che proprio nella sua band soul debuttò come corista. Con gli Alanselzer propone i grandi classici del soul e del rhythm and blues, da Otis Redding a James Brown. Di sabato sera, in un club raccolto, è una formula che funziona quasi da sola: fiati, groove, una voce che conosce quel repertorio da mezzo secolo.

Alan Soul e gli Alanselzer all'Alexanderplatz: la serata del 3 ottobre

Il calendario ufficiale dell'Alexanderplatz fissa il concerto di Alan Soul e gli Alanselzer a sabato 3 ottobre 2026, con una serata che va dalle 20:00 a mezzanotte. La sede è quella storica di via Ostia 9, a Prati. Nella pagina del club la band è indicata come Alan Soul & The Alanseltzer; nelle presentazioni dei concerti e sui canali della band il nome si scrive Alanselzer.

Orari e struttura della serata

L'arco dalle 20:00 alle 24:00 è quello tipico del club: la sala apre per la cena e la musica occupa la parte centrale e finale della serata. L'orario del primo brano non è pubblicato sulla pagina dell'evento. Chi vuole solo ascoltare può chiederlo prenotando, ma il consiglio è arrivare all'apertura: i tavoli migliori si assegnano presto, e il sabato più che mai.

Come si prenota

All'Alexanderplatz si prenota con il club. I canali ufficiali sono il telefono fisso 06 86781296, che nelle presentazioni dei concerti è indicato come attivo dopo le 18, il WhatsApp +39 349 977 0309 e la casella email delle prenotazioni riportata in fondo a ogni pagina del sito. Sulla pagina del concerto c'è anche un pulsante per confermare la presenza. Per un sabato sera con una band di questo tipo, prenotare qualche giorno prima è una precauzione sensata.

Prezzi

La pagina ufficiale non riporta né il costo dell'ingresso né quello della formula con cena. Le cifre si chiedono prenotando. Nei club la differenza tra solo ascolto e cena più concerto può essere sensibile, e conviene conoscerla prima di sedersi.

Chi è Alan Soul: Giulio Todrani, cinquant'anni di voce

Alan Soul è il nome d'arte di Giulio Todrani, cantante romano attivo da oltre cinquant'anni, che negli anni Settanta ha scalato le classifiche con il duo Juli & Julie e nel 1991 ha fondato il gruppo soul e rhythm and blues Io vorrei la pelle nera. È una carriera che attraversa la canzone melodica, la disco e infine la musica nera americana, che ne è diventata il territorio definitivo.

Gli inizi: Giulio Sangermano

Prima di diventare Juli, Todrani aveva già inciso alcuni 45 giri per la Dischi Ricordi con lo pseudonimo Giulio Sangermano. È la gavetta classica di un cantante degli anni Sessanta e Settanta: singoli, pseudonimi, tentativi, in attesa della canzone giusta.

Juli & Julie, 1974

La svolta arriva nel 1974, quando nasce il duo Juli & Julie con Angela Cracchiolo, che si era già presentata al pubblico come Angela Bini a Un disco per l'estate 1970. I due vengono scoperti da Elio Palumbo, che li mette sotto contratto per la sua etichetta, la Yep. Il 45 giri d'esordio, Una storia d'amore, entra subito in classifica; lo seguono Amore mio perdonami, Poesie d'amore e Noi due e l'amore, tutte canzoni melodiche.

Gioca, la sigla del TG3

Nel 1979 Juli & Julie incidono Gioca, composta, arrangiata e prodotta da Victorio Pezzolla su testo di Luigi Albertelli, che diventa la sigla della rubrica Lo sport del TG3. Nello stesso anno esce l'album Nell'azzurro, domani... una rondine, che contiene Scusa, un brano scritto per loro da Donatella Rettore. La discografia del duo conta quattro album, da Una storia d'amore del 1975 a Perdermi del 1980.

Neil Forte e la disco

Dopo il 1980 il duo si prende una pausa. Julie va al Festival di Sanremo 1982 con Cuore bandito, mentre Juli, nel 1984, pubblica un 45 giri di disco music con un altro pseudonimo, Neil Forte. I due tornano insieme nel 1985 con il singolo Non spezzarmi il cuore e continuano a esibirsi dal vivo, senza più incidere, fino al 1989.

1991: Io vorrei la pelle nera

Nel 1991 Todrani chiude l'esperienza di Juli & Julie e forma con altri musicisti un gruppo di rhythm and blues e soul dal nome esplicito: Io vorrei la pelle nera. È la scelta che definisce il resto della sua carriera. Nella band debutta come corista la figlia Giorgia, allora ventenne, e con quella formazione si esibisce nei club romani.

Alan Soul e gli Alanselzer

Oggi Todrani firma i concerti come Alan Soul, e la sua band sono gli Alanselzer, che le presentazioni ufficiali chiamano la sua storica band. Nell'estate 2022, per un ciclo di sei serate intitolato Into the Soul al Gran Hotel PianetaMaratea, la formazione annunciata comprendeva Ferruccio Corsi al sax contralto, Mirko Rinaldi alla tromba, Alfredo Posillipo al trombone, Claudio Trippa alla chitarra, Muzio Marcellini alle tastiere, Stefano Parenti alla batteria e Maurizio Meo al basso. La formazione del 3 ottobre non è pubblicata, ma la struttura con tre fiati è quella classica delle soul revue.

Giorgia e il padre: una storia di famiglia che passa dal soul

Giorgia Todrani, una delle voci più importanti della musica italiana, è figlia di Giulio Todrani, alias Alan Soul, e ha debuttato come corista nella sua band Io vorrei la pelle nera. È il dettaglio biografico che quasi tutti ricordano, e merita di essere raccontato con precisione.

Un nome da Ray Charles

Giorgia nasce a Roma il 26 aprile 1971, figlia di Elsa Giordano e di Giulio Todrani. Il padre, racconta la sua biografia, decide di chiamarla Giorgia in omaggio a Georgia on My Mind, il brano di Ray Charles. È un gesto che dice tutto delle passioni musicali di casa Todrani, vent'anni prima della nascita della band soul.

La Yep e il primo disco

La prima registrazione di Giorgia risale al 1979: un 45 giri intitolato Chiamatemi Andrea, inciso con Cristina Montefiori per la Yep, la stessa etichetta che pubblicava i dischi di Juli & Julie. La bambina entra in sala d'incisione attraverso il lavoro del padre.

I club romani

Negli anni successivi Giorgia si forma con il tenore Luigi Rumbo, cantore della Cappella Sistina, e canta nei club romani con gli Io vorrei la pelle nera, dove costruisce un bagaglio che va dal jazz al soul, dal blues al rock. Nel 1995 vincerà il Festival di Sanremo con Come saprei. Chi ascolta Alan Soul dal vivo sente, in qualche modo, la scuola da cui è uscita una delle voci più premiate del paese.

Cosa si ascolta alla serata di Alan Soul

Con gli Alanselzer Alan Soul propone un ampio repertorio di classici del soul e del rhythm and blues, da Otis Redding a James Brown. È la definizione che accompagna le presentazioni dei suoi concerti all'Alexanderplatz, e basta a capire il tipo di serata.

Otis Redding e le ballate

Il primo nome della lista è Otis Redding, una delle voci che hanno definito il soul. Per un cantante con la storia di Todrani è una scelta naturale: le ballate del soul chiedono un interprete che abbia vissuto abbastanza da renderle credibili.

James Brown e il groove

All'altro capo c'è James Brown, cioè il ritmo, il funk, i fiati serrati. È qui che una band con sax, tromba e trombone mostra il suo senso: senza sezione fiati il repertorio di Brown perde metà della sua forza. In un club piccolo, a pochi metri dal palco, l'effetto è fisico.

La scaletta

La scaletta della serata non è pubblicata. È ragionevole aspettarsi i grandi classici, ma il repertorio preciso si scopre in sala, ed è parte del piacere. Chi ha una richiesta può sempre provare a farla arrivare al palco tra un set e l'altro: nei club succede.

Una curiosità su Alan Soul e gli Alanselzer all'Alexanderplatz Jazz Club — 3 ottobre 2026

Prima di diventare Alan Soul, Giulio Todrani ha cambiato nome d'arte almeno tre volte: Giulio Sangermano per i primi 45 giri con la Dischi Ricordi, Juli nel duo Juli & Julie, Neil Forte per un singolo disco del 1984. Ogni nome corrisponde a una stagione della musica italiana.

Sangermano è il cantante degli anni Sessanta che cerca il suo spazio in una grande etichetta milanese. Juli è la metà maschile di un duo melodico che negli anni Settanta vendeva dischi con canzoni d'amore e firmava una sigla televisiva del TG3. Neil Forte è l'artista che, a metà degli anni Ottanta, prova la strada della disco music con un nome dal suono internazionale, come molti colleghi italiani in quegli anni.

Alan Soul, infine, è il nome che dichiara la sua vera passione. Non c'è più bisogno di sembrare altro: il soul è nel nome stesso, e la band che lo accompagna ha un nome che gioca con quello del cantante. È una traiettoria che racconta molto dell'industria discografica italiana, dove un interprete per decenni si è adattato ai generi del momento prima di potersi permettere di cantare solo quello che amava. Chi va al concerto del 3 ottobre ascolta il punto d'arrivo di quel percorso, e non il primo tentativo di un esordiente.

L'Alexanderplatz Jazz Club: il club di via Ostia

L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, nel quartiere Prati, a poche centinaia di metri dalle mura vaticane, ed è gestito dall'Associazione Culturale Sound&Image. Il fondatore è Giampiero Rubei; la direzione artistica è del figlio Eugenio Rubei, che presiede anche l'associazione. Sul proprio sito il club si definisce il più prestigioso e antico jazz club d'Italia.

La sala

È un club nel senso pieno: tavoli per la cena, palco raccolto, pubblico a pochi metri dai musicisti. Con una band di otto elementi, fiati compresi, il palco si riempie e il suono arriva senza la mediazione di un grande impianto. Per il soul è l'ambiente giusto: la musica nera americana è nata in sale così.

Un nome berlinese a Prati

Il nome richiama la grande piazza di Berlino, e in una via intitolata all'antico porto di Roma crea un accostamento curioso. Il club non spiega sul sito l'origine del nome: resta un'insegna che, per chi frequenta la musica dal vivo a Roma, significa ormai soltanto una cosa.

Una casa per il soul di Alan Soul

L'Alexanderplatz non è una sala nuova per Todrani. Già nel marzo 2024 il club lo aveva in cartellone con gli Alanselzer, con le stesse modalità di prenotazione di oggi. Il ritorno del 3 ottobre conferma un rapporto: il club di via Ostia, pur chiamandosi jazz club, ha una programmazione aperta al blues, al soul e alla musica nera in genere.

Una cosa che non ti dice nessuno su Alan Soul e gli Alanselzer all'Alexanderplatz Jazz Club — 3 ottobre 2026

Quello che nessuno dice, parlando di una serata all'Alexanderplatz, è che la musica comincia ben dopo l'apertura della sala delle 20:00: altre pagine del club indicano il jazz dal vivo dalle 21:30. Chi arriva alle 20 aspettandosi il primo brano rischia di restare un'ora e mezza al tavolo; chi arriva alle 22 pensando di trovare posto rischia di stare in fondo o di non entrare.

La soluzione è quella dei frequentatori abituali: prenotare la cena, arrivare all'apertura, mangiare con calma e lasciare che la band salga sul palco quando la sala è piena e calda. Con un repertorio di soul e rhythm and blues, poi, l'atmosfera tende a cambiare in fretta. Il sabato sera la sala mescola appassionati, coppie romane a cena, turisti che hanno letto il nome sulle guide, gruppi di amici. Dopo qualche brano di James Brown il pubblico partecipa, batte le mani, a volte si alza.

La seconda cosa riguarda proprio questo. Un club con i tavoli non è una sala da ballo, e lo spazio è quello che è. Chi ha voglia di muoversi deve saperlo e scegliere un tavolo di conseguenza, magari non in prima fila davanti ai fiati. La terza è banale e decisiva: nei club piccoli, le prime file si prenotano. Basta chiederlo al telefono.

Prati e il Vaticano: il quartiere intorno all'Alexanderplatz

Via Ostia si trova nella parte di Prati più vicina al Vaticano, tra viale Giulio Cesare e le mura leonine, a pochi minuti a piedi dall'ingresso dei Musei Vaticani. È il quartiere umbertino dei grandi isolati e delle strade dritte, costruito dopo il 1870 accanto alla città dei papi.

A due passi dai Musei Vaticani

L'ingresso dei Musei Vaticani è raggiungibile a piedi in pochi minuti. Una giornata vaticana si può chiudere qui: mattina ai Musei e alla Cappella Sistina, pomeriggio a piazza San Pietro e nella basilica, sera al club.

Il Prati umbertino

Le strade di Prati portano nomi della geografia antica e del Risorgimento. Per una passeggiata ordinata nel quartiere, la guida Prati e Borgo: cosa vedere indica i punti fermi, dal Palazzo di Giustizia ai vicoli del Borgo, fino a Castel Sant'Angelo.

Una sera di cultura a Prati e dintorni

A circa trecento metri, in via Ruggero di Lauria, c'è l'Ar.Ma Teatro, piccola sala off del quartiere. E lo stesso sabato, dall'altra parte del Tevere, al Flaminio, debutta al Teatro Olimpico la ballad opera di Vinicio Capossela per il Romaeuropa Festival: il 3 ottobre, a Roma, la musica dal vivo non manca.

Il consiglio che ti do per visitare Alan Soul e gli Alanselzer all'Alexanderplatz Jazz Club — 3 ottobre 2026

Il consiglio è prenotare un tavolo per la cena, arrivare alle 20:00 e chiedere un posto con vista diretta sui fiati: in una serata di soul la sezione di sax, tromba e trombone è metà dello spettacolo. Una band di rhythm and blues si ascolta con il corpo, e la distanza dal palco conta.

Se sei a Roma da turista, costruisci la giornata intorno al Vaticano. Prenota i Musei nel pomeriggio, esci verso la fine dell'orario di visita, cammina per Prati e siediti al club per l'apertura. Hai evitato il traffico, hai fatto la cosa più impegnativa della giornata con la luce, e ceni a pochi minuti dall'uscita dei Musei. Se sei romano, la logica è opposta: scendi a Cipro, cammina lungo le mura vaticane illuminate fino a via Ostia e guarda un quartiere che di solito si attraversa di fretta.

In entrambi i casi, al telefono chiedi il prezzo della formula con cena e quello del solo ascolto, l'orario d'inizio della musica e un tavolo non troppo lontano dal palco. E se al tuo tavolo c'è qualcuno convinto di non amare il soul, portalo lo stesso: una sezione fiati dal vivo su un pezzo di James Brown converte più persone di qualsiasi disco.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

L'associazione che gestisce l'Alexanderplatz, Sound&Image, ha organizzato dal 1995 al 2015 il festival estivo che portava il suo nome e che il sito del club descrive come uno dei biglietti da visita dell'Estate Romana. Lo sanno gli appassionati, ma pochi lo ricordano.

Il club di via Ostia, insomma, non è soltanto un locale: è il centro di un'attività che ha segnato l'estate musicale romana per vent'anni. Tra il 2011 e il 2015 la stessa associazione ha avuto la direzione della Casa del Jazz, la villa trasformata in centro musicale. Nell'estate del 2021, all'uscita dalla pandemia, Sound&Image ha organizzato dal 12 agosto al 28 settembre il festival Jazz&Image al Parco del Celio, vincitore dell'avviso pubblico dell'Estate Romana, e alla fine di agosto la rassegna Paestum in Jazz. Porta avanti inoltre il festival Jazz&Wine di Montalcino, arrivato alla ventitreesima edizione.

Per una serata di soul è un dettaglio che conta. Una band come quella di Alan Soul, che ha fatto l'estate nei grandi alberghi della costa e l'inverno nei club, trova qui un'organizzazione che conosce il pubblico romano da trent'anni. Quando ci si siede a un tavolo dell'Alexanderplatz si entra in una storia che ha avuto un peso reale nella vita musicale della città.

Come arrivare all'Alexanderplatz Jazz Club

L'Alexanderplatz si raggiunge con la metro A: le fermate Ottaviano e Cipro sono entrambe a pochi minuti a piedi da via Ostia 9. È la soluzione più semplice per chi arriva dal centro o da Termini.

In metropolitana

Da Termini la linea A in direzione Battistini porta a Ottaviano in circa un quarto d'ora. Da lì si cammina verso le mura vaticane fino a via Ostia; da Cipro il percorso è simile, dall'altro lato. Al ritorno, attenzione: la serata finisce intorno a mezzanotte, e l'orario dell'ultima corsa della metro va controllato sul sito di ATAC prima di uscire.

In autobus e tram

Viale Giulio Cesare e piazza del Risorgimento sono snodi di molte linee di superficie, compreso il tram 19, che ha il capolinea a piazza del Risorgimento. Per il percorso preciso dal proprio punto di partenza il calcolatore di ATAC resta lo strumento più affidabile.

In auto e taxi

Prati è fuori dalla ZTL del centro storico, ma trovare parcheggio in zona il sabato sera può richiedere tempo. Per il rientro dopo mezzanotte il taxi è la scelta più pratica.

A piedi dal centro

Da piazza Navona o dal Pantheon si arriva in via Ostia in una quarantina di minuti, attraversando il Tevere su ponte Sant'Angelo o ponte Umberto e risalendo verso il Vaticano. È una bella camminata serale, che passa sotto Castel Sant'Angelo.

La foto giusta da fare a Alan Soul e gli Alanselzer all'Alexanderplatz Jazz Club — 3 ottobre 2026

La foto giusta, alla serata di Alan Soul, si fa quando la band sale sul palco e i tre fiati sono ancora allineati, prima del primo brano, senza flash. È l'immagine che racconta una soul revue meglio di qualsiasi primo piano sfocato durante un assolo.

Durante il concerto conviene mettere via il telefono. In un club piccolo lo schermo acceso disturba i musicisti e chi è seduto accanto, e il suono di una sezione fiati non si registra decentemente con un microfono da tasca. Meglio un ricordo nitido prima dell'inizio e la musica goduta per intero.

La seconda foto si fa fuori. L'insegna dell'Alexanderplatz illuminata in via Ostia, con la strada tranquilla di Prati intorno, racconta il club meglio di un'immagine del palco. Chi arriva dalla fermata Cipro ha un'altra occasione lungo il percorso: le mura vaticane illuminate, con i torrioni che la sera prendono una luce calda. È una delle poche vedute monumentali di Roma dove quasi nessuno si ferma, perché di giorno la gente le costeggia per entrare ai Musei e la sera non ci torna. Infine, a fine serata, chiedi con discrezione se il cantante si ferma a salutare: nei club succede spesso, e una foto accanto a un artista con cinquant'anni di palco vale più di cento foto del palco.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

DownBeat, la più nota rivista di jazz al mondo, ha inserito l'Alexanderplatz tra i cento jazz club più importanti del pianeta, unico in Italia, secondo quanto riporta il sito ufficiale del club. A questo si aggiunge la menzione del Django d'Or, che il club rivendica di aver ricevuto per molti anni.

Un capitolo più recente riguarda la ripartenza dopo la pandemia. Il club scrive di essere stato un locale guida nella ripresa della musica dal vivo, con l'attenzione dei telegiornali nazionali e internazionali alla sua riapertura. Negli stessi anni il marchio Alexanderplatz è entrato nel Festival Jazz dell'Aquila con la formula Jazz is Back, sostenuta dalla piattaforma I-Jazz, che ha dedicato al club un palco e la festa di chiusura dell'intero festival.

La storia più ampia di questa parte di Roma è fatta di altro. Prati nasce dopo il 1870 sulle terre agricole che separavano il Vaticano dal Tevere, con strade dritte disegnate per la nuova capitale laica. Un club dove si suona la musica nera americana a poche centinaia di metri dalle mura del papa è, a suo modo, un frutto tardivo di quel progetto: la città moderna che si mette accanto a quella antica e la guarda dalla finestra.

Chi è passato da Alan Soul e gli Alanselzer all'Alexanderplatz Jazz Club — 3 ottobre 2026

Tra chi è passato dall'Alexanderplatz con la musica nera c'è proprio Alan Soul, che il club aveva già in cartellone con gli Alanselzer venerdì 29 marzo 2024. Il club non pubblica sul sito un elenco storico dei musicisti ospitati, e non ne ricostruisco uno a memoria.

Quello che si può dire con certezza è che la programmazione di questa stagione alterna ogni sera jazz, blues e soul, con formazioni romane e ospiti. Nella stessa settimana del concerto di Alan Soul, venerdì 2 ottobre, suona la Fulvio Tomaino Band, un'altra voce della scena blues e soul romana: due serate consecutive dedicate alla musica nera americana raccontano bene il carattere del club. Nell'edizione 2026 di Piano City Roma, inoltre, il pianista Domenico Sanna ha suonato all'Alexanderplatz.

La storia personale di Todrani aggiunge altri nomi, legati alla sua carriera più che a questa sala: Angela Cracchiolo, la Julie del duo; Elio Palumbo, il discografico della Yep che li scoprì; Victorio Pezzolla e Luigi Albertelli, autori di Gioca; Donatella Rettore, che scrisse per loro Scusa. E soprattutto Giorgia, che mosse i primi passi da corista nella band del padre. Chi si siede al club il 3 ottobre ascolta un cantante che porta con sé un pezzo di storia della canzone italiana.

Come organizzare la serata al club

Una serata all'Alexanderplatz dura quattro ore, dalle 20:00 a mezzanotte, e va organizzata come una cena fuori con musica: prenotazione, arrivo all'apertura, ascolto seduti. Il sabato è la sera più richiesta della settimana.

Cena o solo concerto

Il club offre la cena prima e durante la musica. Chi vuole solo ascoltare può chiedere se esiste una formula di solo ingresso e quanto costa. Il consiglio è cenare lì: il tavolo diventa la propria postazione per tutta la serata, e non si rischia di finire in piedi in fondo alla sala.

Il galateo del club

In un jazz club si parla a voce bassa durante i brani e si applaude alla fine degli assoli. Con il soul le regole si allentano un po': battere le mani a tempo è benvenuto, parlare sopra una ballata no. I musicisti lo notano, e il resto del pubblico lo apprezza.

Dopo il concerto

A mezzanotte Prati è tranquillo. Chi ha ancora voglia di camminare può scendere verso il Tevere e Castel Sant'Angelo, illuminato; chi deve rientrare lontano fa bene a prenotare il taxi prima dell'ultimo set.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

La soluzione più semplice, per la serata di Alan Soul, è la cena al club stesso, prenotando il tavolo; chi preferisce mangiare altrove trova in Prati un'offerta molto ampia. Il quartiere è uno dei più vivaci di Roma per la ristorazione di tutti i giorni.

Le vie di Prati

Via Cola di Rienzo e le strade intorno sono piene di trattorie, pizzerie e ristoranti di ogni fascia. Più vicino al club, la zona tra viale Giulio Cesare e via Candia offre locali di quartiere frequentati soprattutto da romani.

Il Mercato Trionfale

Per chi arriva di mattina, il Mercato Trionfale di via Andrea Doria è uno dei grandi mercati coperti della città: utile per un'idea di Roma quotidiana, meno per la cena, visto che chiude nel primo pomeriggio.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Il sito dell'Alexanderplatz non pubblica informazioni sull'accessibilità della sala: chi ha esigenze di mobilità ridotta deve chiedere al momento della prenotazione come si accede e quali tavoli sono raggiungibili senza scale. Una telefonata al club risolve il dubbio in pochi minuti.

Con i bambini

Una serata che dura fino a mezzanotte in un club con cena non è pensata per i bambini piccoli. Un ragazzo curioso di musica, invece, può trovarla preziosa: sentire una sezione fiati suonare James Brown a due metri di distanza insegna più di molte lezioni.

Cosa portare

Niente di particolare: la prenotazione confermata e un documento. L'abbigliamento è libero; a inizio ottobre la sala può essere fresca all'ingresso e calda a serata avanzata, soprattutto quando la band spinge sul ritmo.

Ottobre a Roma: il momento in cui riaprono i club

Ottobre è il mese in cui la musica dal vivo al chiuso riparte a pieno ritmo a Roma dopo l'estate dei festival all'aperto. I club riprendono il calendario quotidiano, i teatri aprono le stagioni, il Romaeuropa Festival entra nel vivo.

Le serate di inizio ottobre sono in genere miti, adatte a una passeggiata dopo il concerto, ma la pioggia d'autunno sa arrivare violenta: un ombrello in borsa non è mai sprecato. Dopo ottobre il calendario della città si fa fitto: a novembre il Roma Jazz Festival occupa Auditorium e Casa del Jazz. Chi ama i club può alternare l'Alexanderplatz con il Gregory's Jazz Club, vicino a Trinità dei Monti.

Domande frequenti su Alan Soul all'Alexanderplatz

Quando suonano Alan Soul e gli Alanselzer all'Alexanderplatz?

Alan Soul e gli Alanselzer suonano all'Alexanderplatz Jazz Club sabato 3 ottobre 2026. La pagina ufficiale del club indica una serata dalle 20:00 alle 24:00: la sala apre per la cena e la musica occupa la parte centrale e finale della serata. L'orario del primo brano si chiede prenotando.

Chi è Alan Soul?

Alan Soul è il nome d'arte di Giulio Todrani, cantante romano attivo da oltre cinquant'anni. Negli anni Settanta è stato Juli del duo Juli & Julie, nel 1991 ha fondato il gruppo soul Io vorrei la pelle nera, dove ha debuttato come corista sua figlia Giorgia. Oggi canta soul e rhythm and blues con gli Alanselzer.

Alan Soul è il padre di Giorgia?

Sì, Alan Soul, cioè Giulio Todrani, è il padre della cantante Giorgia. La chiamò così in omaggio a Georgia on My Mind di Ray Charles, e Giorgia debuttò come corista nella sua band Io vorrei la pelle nera, con cui cantava nei club romani prima del successo.

Che musica suonano gli Alanselzer?

Alan Soul e gli Alanselzer propongono un ampio repertorio di classici del soul e del rhythm and blues, da Otis Redding a James Brown. La band ha una sezione fiati con sax, tromba e trombone, oltre a chitarra, tastiere, basso e batteria. La scaletta della serata non è pubblicata.

Quanto costa la serata con Alan Soul all'Alexanderplatz?

La pagina ufficiale del concerto di Alan Soul all'Alexanderplatz non pubblica il prezzo. Il costo dell'ingresso e quello della formula con cena si chiedono al club al momento della prenotazione, per telefono allo 06 86781296, su WhatsApp al +39 349 977 0309 o per email.

Dove si trova l'Alexanderplatz Jazz Club?

L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, 00192 Roma, nel quartiere Prati, a pochi minuti a piedi dalle mura vaticane e dall'ingresso dei Musei Vaticani. Le fermate più comode sono Ottaviano e Cipro della metro A.

Si può cenare all'Alexanderplatz durante il concerto?

Sì, all'Alexanderplatz la serata comincia con la cena e prosegue con la musica dal vivo: è la formula abituale del club. Il tavolo prenotato resta la propria postazione per tutto il concerto. Menu e prezzi si chiedono al club prenotando.

In chiusura

Consiglio questa serata a chi vuole passare un sabato con la musica nera suonata come si deve: fiati veri, una voce con mezzo secolo di palco, un club dove il palco è a pochi passi dal tavolo. Prenota presto, arriva all'apertura, chiedi un posto davanti ai fiati. E ricordati che quell'uomo che canta Otis Redding ha insegnato il soul, prima di tutti, a sua figlia.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Ottobre 2026 20:00
IndirizzoAlexanderplatz Jazz Club, Via Ostia 9, 00192 Roma Prati, Roma, Roma Città